
La riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020, in votazione il prossimo 24 settembre, penalizza sia i pensionati che i giovani e non dà nessuna sicurezza a lungo termine. Questi alcuni argomenti esposti in conferenza stampa oggi a Berna da rappresentanti della cosiddetta "Alleanza delle generazioni", che include esponenti dell'UDC, del PLR e del PPD, per affossare il progetto. L'ex consigliere nazionale Toni Bortoluzzi (UDC/ZH) ritiene che questa riforma penalizzi doppiamente l'attuale generazione di pensionati: prima di tutto con il supplemento di 70 franchi concesso solo ai nuovi pensionati e poi con l'aumento dell'IVA, problematico soprattutto per gli anziani con redditi modesti, come "molti degli attuali 80enni che percepiscono un'esigua rendita del secondo pilastro o persino nessuna". "L'equità tra pensionati non sarà più rispettata", gli fa eco il consigliere nazionale Christian Lüscher (PLR/GE). Inoltre, con questa "pseudo-riforma sarà molto meno attrattivo per i pensionati continuare la loro attività, seppure a tempo parziale, come fanno ad esempio oggi molti imprenditori o agricoltori. Questa perdita di savoir-faire può minacciare l'industria elvetica", secondo il consigliere nazionale Jean-Pierre Grin (UDC/VD). Questa riforma non è però negativa solo per i pensionati, sottolinea il consigliere agli Stati Damian Müller (PLR/LU), secondo cui "se oggi parliamo di un risanamento della previdenza per la vecchiaia, dobbiamo tenere in considerazione in particolare la generazione di giovani". A suo avviso, con l'attuale progetto di riforma il deficit dell'AVS rimarrà praticamente invariato e questo nonostante vi saranno più costi per tutti, in particolar modo per i giovani. Questo è "ingiusto e insensato", afferma. La consigliera agli Stati Karin Keller-Sutter (PLR/SG) rammenta come "nel 2030 il bisogno finanziario esploderà, con la generazione del baby-boom che andrà in pensione. Il limite di 67 anni non basterà più già nel 2035 per coprire il deficit dell'AVS". Le donne, con l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni, daranno un contributo che "rimarrà senza effetto", afferma. "Tutti dovremo pagare, anche le famiglie monoparentali o che guadagnano poco", ribadisce Susan Diethelm (PPD/AG), aggiungendo che "una gran parte della società è chiamata a finanziare questo progetto, senza ottenere nulla in cambio". A loro avviso, questa "pseudo-riforma" manca del tutto l'obiettivo del Consiglio federale. Secondo l'"Alleanza delle generazioni", questo progetto è stato costruito sul modello dell'iniziativa AVSplus, bocciata lo scorso autunno. "Argomenti ideologici e politici e soprattutto rapporti di maggioranza sono stati più forti della volontà di creare una riforma ragionevole", deplora Keller-Sutter. Un altro no aprirebbe la strada per una "vera riforma" che garantisca in maniera sostenibile le rendite ai loro livelli attuali, afferma. La riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020 è composta di due progetti: una modifica costituzionale riguardo l'incremento dell'IVA e una legge che comprende tutte le altre decisioni. Per entrare in vigore è necessario che entrambi vengano approvati alle urne.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

