
Il Consiglio federale ha licenziato oggi il messaggio sulla Previdenza per la vecchiaia 2020 che prevede il pensionamento a 65 anni per tutti e la riduzione del tasso di conversione LPP (l'indice che determina l'ammontare delle rendite) dal 6,8 al 6,0%. Per evitare una diminuzione delle rendite - tale misura comporterebbe infatti una loro contrazione di circa il 10% - il governo ha previsto varie misure per aumentare l'avere di vecchiaia disponibile al momento del pensionamento. Per garantire il futuro dell'AVS, l'esecutivo ha invece proposto un incremento dell'IVA fino a 1,5 punti percentuali. Aumentando il capitale LPP risparmiato, l'ammontare delle rendite rimarrebbe uguale anche con la riduzione del tasso di conversione, ha assicurato il governo. Il mantenimento del livello delle prestazioni attuali della previdenza per la vecchiaia sarà così garantito malgrado la diminuzione dei rendimenti dei mercati finanziari e l'invecchiamento della popolazione, ha spiegato oggi il consigliere federale Alain Berset in una conferenza stampa a Berna. Nella versione adottata oggi ci sono tuttavia alcune differenze rispetto al progetto inviato in consultatone un anno e mezzo fa. Allora il governo proponeva un rialzo dell'IVA di due punti percentuali. Nella bozza attuale ci sono poi alcuni nuovi elementi per tenere conto delle richieste emerse durante la consultazione, come ad esempio la semplificazione dei flussi finanziari tra AVS e Confederazione, e la soppressione della deduzione di coordinamento. Con il termine di "deduzione di coordinamento" si intende la parte più bassa del salario che non è assicurata nel quadro del secondo pilastro. Attualmente va da 0 a 24'570 franchi. Sopprimendola, come propone il governo nel suo progetto Previdenza 2020, i lavoratori dovranno pagare i contributi su tutto il salario assicurato (ossia da 0 a 84'240 franchi e non solo da 24'570 a 84'240 come avviene attualmente). Il governo propone anche di modificare i contributi prelevati dal salario assicurato. Concretamente, per la classe d'età 25-34 anni la deduzione dalla busta paga potrebbe essere portata dal 7% al 5%. Per i 35-44enni il prelievo passerebbe dal 10% al 9%, per i 45-54enni dal 15% al 13%. Per la classe 55-65 anni, la deduzione scenderebbe dal 18% al 13% (allo stesso livello della classe precedente). Tale misura avrebbe il pregio di ridurre il costo del lavoro per gli ultra cinquantacinquenni. Nella versione inviata in consultazione i prelievi dai salari avrebbero dovuto rimanere stabili per i 25-34enni, aumentare per i 35-54enni e calare solo per gli ultra cinquantacinquenni. Grazie alla soppressione della deduzione di coordinamento è però stato possibile diminuirli per tutti. In realtà però i prelievi netti aumenteranno (proprio perché il prelievo riguarderà tutto il salario da 0 a 84'240 franchi). Il governo propone anche di abbassare la soglia d'entrata della previdenza professionale obbligatoria che passerebbe da poco più di 21'000 franchi a 14'000. In questo modo verrebbe migliorata la copertura assicurativa dei lavoratori a basso reddito, che sono principalmente donne. Se accettate, queste misure impiegherebbero diversi anni prima di espletare appieno i loro effetti. Le persone che avranno 40 anni di età o più al momento dell'entrata in vigore delle riforme presentate oggi rischierebbero quindi di vedersi diminuire la loro rendita LPP. Per questo motivo il Fondo di garanzia LPP dovrebbe versare nel loro avere di vecchiaia il capitale mancante per raggiungere la rendita che avrebbero avuto con il vecchio sistema. Lo scopo di tutte queste misure, ha spiegato Berset, è mantenere il livello delle prestazioni, garantire l'equilibrio finanziario e adattarsi all'evoluzione della società. Ciò vale sia per il secondo pilastro che per l'AVS. Per assicurare un futuro finanziariamente sostenibile a quest'ultima assicurazione sociale, il Consiglio federale propone un aumento dell'IVA di 1,5 punti percentuali al massimo da effettuare in due tappe. Un primo punto percentuale scatterebbe all'entrata in vigore della riforma (che permetterebbe di incassare circa 2,7 miliardi di franchi) e il mezzo punto restante nel momento in cui la situazione finanziaria dell'AVS lo esigesse. Il finanziamento tramite l'IVA, ha spiegato Berset, permetterebbe di far contribuire tutti i membri della società al finanziamento dell'AVS, evitando quindi di far pesare l'intero onere unicamente sulle persone attive. Se non si facesse niente, ha avvertito il ministro dell'interno, nel 2030 le casse dell'AVS avrebbero un buco di 8 miliardi di franchi, causato dall'arrivo all'età pensionabile della generazione del baby-boom. Altra misura proposta oggi: l'aumento di un anno dell'età pensionabile per le donne. L'incremento sarebbe progressivo: due mesi all'anno a partire dall'anno seguente l'entrata in vigore delle nuove leggi. In questo modo non ci sarebbero più differenze tra i sessi e tutti andrebbero in pensione in principio a 65 anni. Il progetto presentato oggi prevede anche che in futuro ogni assicurato potrà scegliere liberamente il momento del pensionamento tra i 62 e i 70 anni, con un malus/bonus a dipendenza se va in pensione prima o dopo i 65 anni. Sarà anche possibile abbandonare progressivamente il mondo del lavoro, ottenendo rendite comprese tra il 20% e l'80%. La rendita AVS sarà ridotta in misura minore alle persone che decidono di andare in pensione anticipatamente se hanno redditi modesti e hanno lavorato a lungo, ha però assicurato Berset. La Previdenza 2020 prevede anche la soppressione della rendita per le vedove senza figli. I vedovi o le vedove con un figlio minorenne a carico avranno il 60% invece dell'80% della rendita vecchiaia corrispondente. La rendita per orfani sarà invece aumentata dal 40 al 50%. Infine, il pacchetto approvato oggi contiene una disposizione per semplificare i flussi finanziari tra Confederazione e AVS. Berna rinuncerà alla quota del 17% sul percento demografico IVA, riscosso dal 1999 a favore dell'AVS. In compenso, il contributo versato dalla Confederazione scenderà dal 19,55 al 18% del totale delle uscite dell'assicurazione.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

