
L'assemblea dei delegati del PPD di sabato ha offerto lo spunto per un nuovo scontro a distanza tra i presidenti del Partito popolare democratico Christophe Darbellay e del Partito liberale radicale Fulvio Pelli. Entrambi dichiarano di voler collaborare, ma non perdono occasione per far emergere le divergenze. Dopo il forte attacco di mercoledì contro il presidente dei socialisti, Christian Levrat, Darbellay se l'è presa sabato con Pelli a proposito della auspicata fusione tra il PLR e i Verdi liberali, benché il presidente di questi ultimi, Martin Bäumle, abbia nuovamente smentito ogni ipotesi di congiungimento. Darbellay ha inoltre attaccato Pelli per quello che a suo dire è un atteggiamento di sudditanza all'UDC. "Il tuo PLR si è inginocchiato sotto la minaccia dell'opposizione", allorché l'UDC ha imposto Christoph Blocher quale candidato al governo nel 2003, ha detto Darbellay, interpellando direttamente Pelli. La risposta di quest'ultimo non si è fatta attendere: in dichiarazione rilasciate sabato sera alla Radio romanda RSR, Pelli ha detto: "quella del PPD è retorica che va avanti da parecchi anni, ma i fatti sono totalmente diversi. Nella composizione del Consiglio federale noi rispettiamo semplicemente i rapporti di forza esistenti", ha ribattuto Pelli, secondo cui nel 2003 il suo partito non ha affatto ceduto a un ricatto, ma ha votato per il candidato proposto dall'UDC e nel 2007 ha seguito questa linea. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

