
Oggi, per la terza volta negli ultimi dieci anni, un ospite stranierò parlerà al parlamento svizzero. Il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo, Dean Spielmann, pronuncerà un discorso in occasione del 40esimo anniversario della ratifica della convenzione da parte di Berna. Prima del suo discorso previsto per le 12:00 in Consiglio nazionale davanti ai membri dell'Assemblea nazionale, il lussemburghese entrato in carica nel 2012 sarà accolto sulla Piazza federale dai presidenti delle due Camere, Stéphane Rossini (PS/VS) e Claude Hêche (PS/JU), così come da rappresentanti del Consiglio federale e del Tribunale federale, indicano oggi i servizi del Parlamento. Esprimersi di fronte a deputati e senatori elvetici è un onore piuttosto raro per uno straniero, ma non si tratta di un caso unico. Dal 1970, 19 persone senza passaporto rossocrociato hanno parlato all'Assemblea, secondo dati dei servizi del Parlamento. Il primo è stato il presidente indiano Varaha Venkata Giri, nel 1970. Seguirono tra gli altri nel 1990 Vaclav Havel, allora presidente della Cecoslovacchia, o Mikhail Gorbaciov, ex presidente dell'Unione sovietica, nel 2000. Più recentemente, le Camere hanno accolto la giurista e attivista dei diritti umani iraniana - nonché premio Nobel per la pace - Shirin Ebadi, nel 2004. L'ultima visita di un ospite straniero risale al settembre 2012, quando arrivò il segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon, in occasione del decimo anniversario dell'adesione della Svizzera alle Nazioni unite. La visita odierna di Spielmann potrebbe far storcere il naso ai membri dell'UDC. La convenzione europea dei diritto dell'uomo è infatti uno dei bersagli preferiti dei democentristi. Il partito vuole lanciare un'iniziativa popolare per iscrivere nella Costituzione la preminenza del diritto svizzero su quello internazionale. La convenzione, ratificata dalla Svizzera il 28 novembre 1974, garantisce il rispetto dei diritti fondamentali dell'essere umano. Fra questi ci sono la libertà, la sicurezza e la protezione contro le discriminazioni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

