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Svizzera
Presidente armeno a Berna, critiche a Turchia per genocidio armeni
Redazione
15 anni fa

A un mese dalla visita della presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey in Armenia, dove aveva inaugurato la nuova ambasciata svizzera nella capitale Yerevan, il presidente armeno Serzh Sargsyan ha ricambiato oggi la visita ufficiale a Berna. È stato ricevuto dalla stessa Calmy-Rey e dal presidente del Consiglio nazionale Jean-René Germanier (PLR/VS). Al centro dei colloqui: relazioni bilaterali nei settori della cultura, della formazione e della scienza oltre a tematiche relative alla cooperazione economica e allo sviluppo. Il presidente armeno, in un incontro con i media dopo il colloquio con la la ministra elvetica degli esteri, non ha lesinato critiche alla Turchia, cui rimprovera di ostacolare il processo di normalizzazione dei rapporti che la Svizzera sta portando avanti. La pietra d'inciampo è la questione armena: le autorità di Ankara non vogliono sentire parlare di genocidio (1915-1917, fino a 1,5 milioni di morti), al massimo accettano i termini "deportazione" e "massacri". In occasione della sua visita a Yerevan, la Calmy-Rey aveva discusso con Sargsyan la questione della normalizzazione dei rapporti con la Turchia. Nel 2009 infatti i due paesi avevano firmato a Zurigo, alla presenza della consigliera federale e della segretaria di Stato Usa Hillary Clinton, degli storici accordi per porre fine a decenni di ostilità, riaprire le frontiere e avviare relazioni diplomatiche. Ma questo processo di avvicinamento si è arenato a seguito di accuse reciproche e l'Armenia ha bloccato la ratifica degli accordi. Il presidente armeno, il primo a compirre una visita ufficiale in Svizzera, ha ringraziato Berna per la mediazione e il riconoscimento del genocidio fatto dal Consiglio nazionale nel 2003 (il Consiglio federale e la Svizzera ufficiale non hanno finora preso posizione). Da parte sua Calmy-Rey non ha fatto cenno alcuno davanti ai giornalisti. Accompagnato dal cantante Charles Aznavour, ambasciatore in Svizzera, il presidente armeno è stato ieri a Ginevra, dove quest'anno il suo paese è ospite d'onore al Salone internazionale del libro. Il volume di scambi commerciali tra la Svizzera e l'Armenia è stato finora di modesta entità. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione è impegnata per circa cinque milioni di franchi all'anno nei settori dello sviluppo rurale, dell'aiuto umanitario e della prevenzione delle catastrofi. La Svizzera ha riconosciuto l'Armenia come Stato indipendente il 23 dicembre 1991 dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Da allora i due Stati intrattengono relazioni diplomatiche. Nel 2002 si è proceduto all'accreditamento dell'ambasciatore armeno in Svizzera e dell'ambasciatore svizzero in Armenia (con sede a Tbilisi, Georgia). La presenza di cittadini svizzeri in Armenia continua ad essere modesta. La diaspora armena in Svizzera è invece relativamente grande: 4000 persone. L'associazione Svizzera-Armenia segue con scetticismo gli sforzi di riconciliazione tra i due paesi con la mediazione elvetica e ha fatto sapere in un comunicato di temere che la Turchia sfrutti gli accordi per negare le proprie responsabilità nel genocidio degli Armeni. Nel novembre 2010 il presidente turco era giunto in Svizzera e in un discorso a Palazzo federale aveva affermato che il suo paese auspica relazioni normali con l'Armenia. ATS

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