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Svizzera
Premi malattia: parlamentari formulano soluzioni
Redazione
17 anni fa

Niente tassa di consultazione di 30 franchi, ma aumento della quota di partecipazione ai costi a carico dell'assicurato: parlamentari di ogni tendenza politica hanno preparato un loro pacchetto di misure urgenti per arginare l'esplosione dei premi malattia. Essi hanno illustrato oggi alla stampa le ricette per risparmiare 1,5 miliardi di franchi. Soluzioni possono essere trovate soltanto al di là delle "frontiere" partitiche, ha sottolineato il consigliere nazionale Otto Ineichen (PLR/LU). Il sostegno degli assicuratori resta incerto dopo che l'ex presidente di santésuisse Christoffel Brändli (UDC/GR) ha improvvisamente deciso di abbandonare il gruppo. Le proposte dei parlamentari dovrebbero essere esaminate parallelamente al progetto del ministro Pascal Couchepin, che sarà discusso la settimana prossima dalla competente commissione del Consiglio nazionale. Le soluzioni dei parlamentari si avvicinano su numerosi punti a quelle di Couchepin, ma evitando l'impopolare tassa di consultazione. Il paziente dovrebbe tuttavia sborsare di più. I parlamentari intendono responsabilizzarlo maggiormente. "Queste misure fanno male, ma sono necessarie", ha sottolineato la consigliera agli Stati Verena Diener (PVL/ZH). L'assicurato che si reca direttamente da uno specialista verrebbe penalizzato. Lo stesso dicasi se ricorre a cure ambulatoriali ospedaliere non prescritte o senza un motivo: "Non ci si deve rivolgere al Pronto soccorso per ogni dolorino". In entrambi i casi l'assicurato dovrebbe pagare di propria tasca il 20% delle spese. L'aliquota resterebbe del 10% per i medici generici, i pediatri, i ginecologi, i medici che operano in una rete con responsabilità di bilancio e gli studi che garantiscono un servizio d'urgenza. Questa misura dovrebbe permettere di economizzare 200 milioni di franchi. Nel contempo, la tassa ospedaliera dovrebbe essere adattata al rincaro e salire da 10 a 15 franchi. Inoltre, essa verrebbe estesa a tutti gli adulti. Come il ministro dimissionario della sanità, i parlamentari vogliono bloccare per due anni le franchigie a opzione. Essi esigono addirittura che le persone che hanno un'assicurazione complementare non possano più beneficiare di uno sconto di premio sussidiato dallo Stato. Quest'ultimo potrà così risparmiare 200 milioni. Alle assicurazioni sarebbe vietato percepire provvigioni e far capo alle chiamate telefoniche per accaparrarsi nuovi clienti. D'altro canto, le casse non rimborserebbero più le spese per i certificati d'incapacità al lavoro fino a tre giorni. La fattura dovrebbe essere suddivisa tra datore di lavoro e dipendente. Come Pascal Couchepin, anche il gruppo di parlamentari intende ridurre il prezzo dei medicinali, con un potenziale di risparmio di 800 milioni. Le casse dovrebbero rimborsare soltanto ancora il prezzo del farmaco meno caro, sempre che abbia gli stessi principi attivi. I prezzi dei generici dovrebbero essere ridotti al livello di quelli applicati all'estero. Altri paesi, con tariffe inferiori, si aggiungerebbero alla lista che funge da confronto per i prodotti protetti da un brevetto. I parlamentari se la prendono anche con i medici che dispensano direttamente medicinali, dimezzando il loro margine. Quello dei farmacisti dovrebbe diminuire del 10%-12%. Altra variante: riprendere il progetto del ministro della sanità di vietare questa pratica, facendo eccezione per i professionisti delle regioni periferiche o che lavorano in rete, nonché per i Pronti soccorsi. Il gruppo di parlamentari auspica inoltre di dare al Consiglio federale la competenza di fissare tariffe nelle grandi linee. Quelle delle cure ospedaliere ambulatoriali dovrebbero essere riportate al livello di quelle degli studi medici. Le tariffe delle prestazioni tecniche, segnatamente le radiografie, dovrebbero pure essere corrette verso il basso. Per contro, i medici generici che operano nelle zone in cui l'offerta medica è ridotta dovrebbero guadagnare di più degli altri. In generale, la differenza all'inte

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