
Il consigliere federale Ueli Maurer ritiene che la soluzione adottata ieri dalla commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) per applicare la preferenza indigena sia "una tigre di carta" senza grande effetto. "Ciò che propone la commissione degli Stati è una tigre di carta che deve ancora essere domata". "Non credo che questa proposta possa già essere la soluzione". La commissione ha ventilato "obblighi inauditi" che non sono di alcuna utilità, ha detto Maurer a margine di un incontro dei ministri delle finanze dell'UE e dell'AELS (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein) a Bruxelles. Ieri la CIP-S ha deciso che, in caso di forte disoccupazione in determinati gruppi professionali o settori di attività i datori di lavoro possano essere obbligati a convocare i disoccupati residenti il cui profilo corrisponde all'impiego e, se non li assumono, a giustificarsi. La versione "light" della Camera del popolo prevedeva invece unicamente l'obbligo per le aziende di annunciare agli Uffici regionali del lavoro i posti vacanti. Per l'Unione svizzera degli imprenditori il modello della CIP-S è troppo burocratico e sarebbe insostenibile per le piccole e medie imprese.
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