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Postfinance: "Convenienti malgrado l'aumento delle tariffe"
Postfinance: "Convenienti malgrado l'aumento delle tariffe"
Postfinance: "Convenienti malgrado l'aumento delle tariffe"
Redazione
8 anni fa
Lo afferma il CEO Hansruedi Küng che non vede negativamente i deflussi provocati da clienti che voltano le spalle alla filiale dell Posta

Nonostante l'aumento delle tariffe che entrerà in vigore l'anno prossimo PostiFinance rimane uno degli degli istituti più convenienti: lo afferma il presidente della direzione Hansruedi Köng, che alla luce degli interessi negativi non vede nemmeno di malo modo i deflussi provocati da clienti che voltano le spalle alla filiale della Posta.

Riguardo ai 500 posti che verranno cancellati, il manager dice che occorre guardare al futuro. Intanto malgrado le panne il CEO non constata grossi problemi a livello informatico e annuncia che in primavera il login online avverrà con un nuovo sistema che manderà in pensione le caratteristiche "calcolatrici" gialle.

Secondo Köng i 60 franchi come tassa minima annuale per la tenuta di un conto non sono tanti: "per 5 franchi al mese si può approfittare della gestione del conto, di un'applicazione, di servizi di pagamento, ecc. nonché della consulenza nelle filiali: rispetto ai nostri concorrenti, siamo tra i più economici", afferma il dirigente in una delle numerose risposte fornite ai lettori del portale online 20 Minuten.

"In un quadro di tassi d'interesse bassi, le banche in generale non possono più guadagnare con il denaro dei loro clienti: e l'attività bancaria costa", osserva il 52enne. L'introduzione di tassi d'interesse negativi da parte della Banca nazionale "ci ha messi in una situazione scomoda: dobbiamo risparmiare sui costi e chiedere denaro per le nostre prestazioni".

Per Köng l'argomento degli utili conseguiti da PostFinance - 315 milioni nei primi tre trimestri - non tiene: questi guadagni sono infatti da mettere in relazione con il capitale investito dalla casa madre, la Posta, che a sua volta appartiene alla Confederazione.

L'aumento delle tariffe in un servizio di base di quello che un tempo era il conto corrente postale ha però suscitato vive reazioni. Il periodico Ktipp ha messo in relazione questa mossa con la proposta del Consiglio federale di dare a PostFinance la possibilità di concedere crediti e ipoteche e ha avanzato l'ipotesi che l'istituto possa in futuro essere quotato in borsa: un po' quello che è successo a Swisscom.

Non poche persone hanno quindi deciso di abbandonare PostFinance per le loro relazioni finanziarie, rivolgendosi ad altre banche. "La perdita di clienti fa male", afferma in proposito Köng, per poi subito relativizzare: "ciò che non fa male è il deflusso dei clienti nel bilancio: se dobbiamo pagare interessi negativi sul denaro, è un cattivo affare per noi". E ancora: "al momento avere parecchi soldi di clienti non è un bene". Nei conti di PostFinance ci sono miliardi, deflussi nell'ordine di milioni sono sopportabili.

Riguardo ai problemi informatici, Köng sostiene che "ogni guasto fa arrabbiare, ma facciamo molto affinché non succedano spesso". A suo avviso "è diventato uno sport pensare che noi abbiamo più problemi informatici di altri: ma non è assolutamente vero". PostFinance effettua oltre un miliardo di transazioni all'anno: "se il sistema ha difficoltà per un breve periodo di tempo è certamente comprensibile". "La nostra informatica funziona bene", aggiunge.

Il manager prende posizione anche sul taglio di mezzo migliaio di impieghi previsto sino al 2020. "Non ci fa piacere, ma il compito del consiglio di amministrazione e della dirigenza è quello di guidare l'azienda in modo rivolto al futuro". Köng ammette che la notizia ha portato disorientamento all'interno dell'impresa: "non fa sicuramente bene all'atmosfera generale, è chiaro".

Confrontato con l'entità dello stipendio incassato l'anno scorso, circa 800'000 franchi, Köng spiega che non sarebbe corretto affermare che il denaro non gli interessa. "Ma ha per me un ruolo secondario", puntualizza.

Al capitolo novità Köng fa sapere che in primavera i clienti potranno gettare via l'apparecchio di lettura della Postcard, il dispositivo che assomiglia a una calcolatrice e che serve per immettersi nel sistema per effettuare pagamenti su internet. Il login sarà infatti effettuato al computer o sullo smartphone attraverso il riconoscimento facciale o l'impronta digitale.

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