
Il cambiamento ai vertici della Posta annunciato ieri in serata ha suscitato oggi vive reazioni dei sindacati che hanno espresso rivendicazioni concrete. Più riluttanti a commentare la decisione si sono invece mostrati i partiti, mentre il consigliere federale Moritz Leuenberger spera ora in un ritorno alla calma. Il Sindacato della Comunicazione approfitta della sostituzione del direttore generale del gigante giallo per chiedere un cambiamento radicale della strategia. "La Posta deve riportare la funzione di servizio pubblico al centro delle sue preoccupazioni e non cercare il profitto a tutti i costi", ritiene Alain Carrupt, presidente del sindacato. Da anni prevale la logica della preparazione a una liberalizzazione giudicata inevitabile, sottolinea Carrupt. Di conseguenza, La Posta si lancia in programmi di razionalizzazione. "Al Sindacato della Comunicazione difendiamo la logica opposta: occorre prima chiedersi che tipo di Posta si vuole e solo successivamente come la si finanzierà", aggiunge Carrupt. Il presidente del sindacato vede relativamente di buon occhio la nomina alla direzione generale del direttore di PostFinance Jürg Bucher. "Per noi è interessante in quanto ci opponiamo a una separazione della Posta da PostFinance". Da parte sua, il Sindacato cristiano sociale dei servizi pubblici e del settore terziario della Svizzera (transfair) chiede un'indagine da parte del Consiglio federale. "La Confederazione, proprietaria, deve indagare per determinare come La Posta sia potuta arrivare a un tal punto e quali conseguenze trarne". In un comunicato odierno, transfair si dice irritato in particolare per il momento scelto e il modo di procedere. Le camere federali non hanno ancora concluso il dibattito parlamentare sulla nuova legge postale. È quindi proprio questo il momento in cui "la Posta, con una direzione forte e unita, dovrebbe far valere i suoi interessi nel processo politico". Transfair infine si rammarica della partenza di Kunz "in quanto simbolizzava l'affidabilità della Posta anche come partner sociale". Per il sindacato è ora importante che torni molto rapidamente la calma. Anche Leuenberger si augura che la nuova situazione permetterà di riportare serenità al gigante giallo. Il ministro della comunicazione deplora che i contrasti di carattere strategico alla Posta abbiano portato alla partenza con effetto immediato di Kunz e la sua sostituzione con Bucher. Tuttavia in una breve presa di posizione Leuenberger precisa che la decisione "è di esclusiva competenza del consiglio d'amministrazione (cda)". "Un cambiamento alla testa di un'impresa suscita incertezze, ma anche opportunità". "Ora mi aspetto che queste ultime siano sfruttate e che la calma e la stabilità ritornino alla direzione della Posta", ha aggiunto il consigliere federale. I partiti sono ricalcitranti a commentare la destituzione di Kunz. L'opinione generale è che si tratta di una questione interna, sulla quale la politica non ha nulla da dire. Facendo allusione ai contrasti personali tra Kunz e il presidente del cda Claude Béglé, il presidente del PS Christian Levrat ha dichiarato all'ATS che con tale decisione Béglé "ha giocato la sua carta". Il Partito socialista (PS) si aspetta ora che il presidente del cda mantenga le promesse in materia di servizio pubblico e di qualità di prestazioni. Da parte borghese, il presidente del PPD Christophe Darbellay afferma di rispettare la decisione del consiglio di amministrazione e sottolinea l'importanza di avere un direttore in linea con la strategia del cda. L'UDC fondamentalmente non commenta decisioni sul personale da parte di imprese, ha detto il segretario generale Martin Baltisser. Per il partito è importante la liberalizzazione del mercato postale. La presidente del gruppo PLR alla camere, Gabi Huber, sottolinea "che si tratta di una questione interna alla Posta" e afferma di sperare solo che la decisione del gigante giallo sia giusta. ATS
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