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Svizzera
Posta: liberalizzazione crea disoccupazione, affermano sindacati
Redazione
17 anni fa

La liberalizzazione del mercato postale crea disoccupazione, deteriora le condizioni di lavoro degli impiegati e anche la qualità del servizio offerto alla clientela risulta compromessa. Lo afferma uno studio condotto dal sindacato internazionale UNI Global Union in tredici paesi, tra i quali la Svizzera. La liberalizzazione non funziona perché vi è poca concorrenza: i nuovi operatori - in genere non più di quattro - riescono a conquistarsi fette di mercato che non superano il 10%. Le condizioni di lavoro, nel contempo, si degradano: crescono i ritmi produttivi, aumentano gli impieghi a tempo parziale e anche il lavoro a chiamata. Le conseguenze sull'occupazione sono pesanti: "ciò che abbiamo visto di recente in Germania e in Olanda, dove le aziende postali hanno proceduto a licenziamenti e rivendicato una diminuzione delle retribuzioni, è la conseguenza logica di una politica di liberalizzazione sbagliata", afferma in un comunicato Neil Anderson, responsabile del comparto postale presso Uni Global. Uni Global rappresenta 157 organizzazioni sindacali e 2,5 milioni di lavoratori. ATS

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