
Momenti di panico oggi per molti utenti telefonici, con una panne diffusa della rete telefonica Swisscom che ha interessato diversi cantoni svizzeri. Eppure, problemi simili è possibile che saranno sempre più frequenti, in futuro. Lo afferma Alessandro Trivilini, docente-ricercatore della SUPSI ed esperto di tecnologie informatiche. "Sta cambiando la morfologia sociale dell'informatica, aumenta la complessità delle reti e ci sono sempre più dispositivi connessi. Per questo è necessario ispirarsi a realtà più grandi, come l'Unione Europea o gli Stati Uniti, che si stanno specializzando nella gestione di queste situazioni".
In questi casi la Svizzera ha da imparare dall'Unione Europea
La Svizzera quindi sarebbe un po' indietro, per quanto riguarda la gestione di questi eventi? "La Svizzera è al passo coi tempi, ma certamente c'è qualcosa da imparare", risponde Trivilini. "L'Unione Europea per esempio è molto avanti in questo senso e ha molta esperienza nella gestione di queste esperienze. Se questo fosse successo a un provider europeo, il provider avrebbe avuto degli obblighi maggiori: non bastava comunicare di aver subito un attacco e di averlo risolto, ma avrebbero dovuto dire di che tipo di problema si trattava, informando in maniera dettagliata tutti i loro clienti. È necessario quindi uniformare le linee di condotta per quanto riguarda la gestione dei dati sensibili, rendendoci conto che un attacco informatico o una panne informatica possano avvenire in qualsiasi momento. Quindi la capacità di generare un piano di risposta a questo tipo di eventi, in modo che tutti siano in grado di agire perchè un elemento debole potrebbe compromettere tutta la filiera della sicurezza."
Swisscom: le cause non sono ancora del tutto chiare
"Sappiamo che c'è stato un malfunzionamento della rete, anche se ora possiamo dirlo ha interessato solo la rete fissa e non quella mobile" ci dice Ivana Sambo della direzione Swisscom. Si può stimare quante utenze sono state toccate? "No, al momento è difficile dirlo. Ho sentito circa il 70%, ma non posso ancora dirlo con certezza. Possiamo comunque dire che i numeri di emergenza erano comunque raggiungibili dalla telefonia mobile" continua Ivana Sambo, anche se molti rapporti di prima mano oggi sembrerebbero contraddire quest'ultima informazione.
Va giù il 117: una prima svizzera?
Giornata problematica anche per la Polizia, che ha visto il suo numero di emergenza irraggiungibile da molti utenti: "Il 117 non ha mai smesso di ricevere chiamate, ma non eravamo certi di stare effettivamente ricevendole tutte" afferma Renato Pizolli, portavoce della Polizia Cantonale "Non siamo a conoscenza, per il momento, di situazioni di difficoltà generate da questa problematica. Ad ogni modo non so se sia stata proprio una prima svizzera, ma io non mi ricordo di altri fatti simili".
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