
Lo avevano anticipato "Tages-Anzeiger" e "Bund" ed oggi è giunta la conferma del Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet: ogni anno all'Ufficio federale di Polizia arrivano circa 200 indicazioni dagli Stati Uniti legate a sospetti di pornografia infantile in rete.
Negli USA vi è un organo competente, la NCMEC che accede al materiale grazie all'opera di sorveglianza svolta da società, la più conosciuta delle quali è Google, e i fornitori di servizi email sono obbligati a fargli avere ogni sospetto riguardante il tema. In Svizzera non si conoscono provider che cercano le immagini illecite presso i clienti, però anche gli svizzeri, sottoscrivendo le condizioni di utilizzo di Google, accettano che il fornitore possa analizzare e divulgare i dati in casi particolari.
Ad ogni modo, anche nel nostro paese chi fornisce servizi email è obbligato a conservare il materiale relativo al traffico per sei mesi e a metterlo a disposizione delle autorità. L'argomento è comunque sul tavolo del Parlamento per la creazione di una nuova legge per regolamentare questo traffico.
L'Ufficio federale di Polizia avvisa e allerta le autorità cantonali competenti quando sospetta ci sia un reato penalmente punibile.
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