
L'ordine sui treni va garantito dallo Stato, non delegato ai privati. In vista del dibattito al Consiglio degli Stati sulla polizia ferroviaria, Amnesty International (AI), l'associazione nazionale dei poliziotti e del personale delle ferrovie chiedono ai politici che i compiti di polizia sui convogli passeggeri rimangano di competenza statale, e ciò anche per garantire un maggior rispetto dei diritti fondamentali. Nel marzo scorso, la Camera del popolo aveva deciso che la sicurezza nei trasporti pubblici dovesse essere garantita da una polizia privata, la Securitrans, che per il 51% appartiene alle FFS. "Un decisione sbagliata", ha dichiarato oggi a Berna Heinz Buttauer, presidente della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP). La FSBP, come anche AI e il Sindacato del personale dei trasporti (SEV), sono invece dell'opinione che simili mansioni non vadano delegate a società private orientate al profitto. Spetta ad agenti di polizia specialmente formati garantire la sicurezza delle migliaia di persone che ogni giorno prendono il treno. A nome di AI, Denise Graf ha elencato tutta una serie di denunce contro dipendenti di Securitrans o Securitas per abusi. "Nonostante i reiterati inviti - ha spiegato la giurista - Securitas si è per esempio sempre rifiutata di discutere con noi di questi casi". Per AI vi è un grosso rischio quando lo Stato delega a privati parte del proprio monopolio, visto che l'obiettivo di certe società è conseguire utili, non rispettare i diritti fondamentali. Stando alle tre organizzazioni, il personale addetto alla sicurezza sui treni non dovrebbe essere munito di armi da fuoco. Il SEV chiede invece la dotazione di mezzi coercitivi adeguati, come manganello, spray al pepe e manette. Nel marzo scorso il Nazionale ha lasciato aperta la questione. La dotazione di armi da fuoco andrebbe regolata dal Consiglio federale a livello di ordinanza. Il Consiglio degli Stati affronterà questo tema durante la sessione autunnale delle Camere federali che si apre oggi. La Camera dei cantoni dovrebbe seguire il Nazionale nella sua volontà di privatizzare la polizia ferroviaria. Potrebbe però distanziarsi per quanto riguarda l'allargamento delle competenze. La Commissione si rifiuta di iscrivere nella legge che gli agenti sui treni possono perquisire e arrestare le persone sospettate di violare il diritto federale. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

