
Rafforzare le capacità di difesa in caso di ciberattacchi, attività di propaganda, disinformazione nonché sabotaggi, e la cooperazione con la NATO e gli Stati limitrofi della Svizzera. Sono queste le priorità che figureranno nel rapporto sulla politica di sicurezza 2025 adottate oggi dal Consiglio federale. Il documento, in fase di preparazione, verrà inviato in consultazione la prossima estate, si legge in una nota governativa odierna, per poi essere adottato dall'Esecutivo entro la fine dell'anno prossimo. - che verrà redatto sotto la direzione della Segreteria di Stato della politica di sicurezza in collaborazione con tutti i dipartimenti, con la Cancelleria federale e con i rappresentanti delle conferenze governative cantonali maggiormente interessate - si è reso necessario a causa dell'ulteriore peggioramento della situazione di minaccia per la Svizzera a seguito dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.
Le priorità
La strategia in materia di politica di sicurezza dell'Esecutivo prevede, come accennato, due priorità. La prima riguarda il miglioramento della resilienza e delle capacità di difesa dagli attacchi ibridi - ciberattacchi, ad esempio sabotaggi - alla Svizzera. L'obiettivo? Garantire la funzionalità dei settori critici delle infrastrutture in caso di guasti e rafforzare la robustezza della società nei confronti di tali minacce. La seconda priorità concerne la preparazione della capacità di cooperazione con la NATO e in particolare con gli Stati limitrofi. A tal fine occorrerà rafforzare l'interoperabilità nei settori importanti per la difesa, tenendo conto degli obblighi derivanti dalla neutralità. Oltre a queste due priorità, la strategia mostrerà anche in che modo la Svizzera intende rafforzare la propria capacità di difesa e contrastare la minaccia alla sicurezza interna derivante dall'estremismo violento, dal terrorismo e dalla criminalità organizzata.

