
Lorenzo Quadri è scettico sulla proposta di nuova legge sul CO2 elaborata da Simonetta Sommaruga. La direttrice del Datec aveva infatti dichiarato che quest’ultima non comporterà l’introduzione di nuove tasse, Secondo Quadri però la nuova legge comporterà un aumento delle accise esistenti: “del resto, ad inizio luglio, quindi a poco più di tre settimane dalla bocciatura popolare dell’(allora) nuova legge sul CO2, il Cf ha annunciato un aumento del 25% della tassa sul CO2, che dal 1° gennaio 2022 passerà da 96 a 120 Fr/t. Dunque un aggravio fiscale in piena crisi economica”.
Per Quadri “detta decisione contraddice la volontà della maggioranza dei votanti che, il 13 giugno, ha respinto la penalizzazione finanziaria dei cittadini quale strumento per tentare di ridurre le emissioni di CO2 della Svizzera le quali, è bene ricordarlo, rappresentano lo 0,1% di quelle mondiali, e sono quindi irrilevanti in un bilancio globale”.
Il parlamentare chiede dunque al Consiglio federale:
-Non reputa il CF che il rispetto della volontà popolare espressa il 13 giugno imporrebbe non solo – come è ovvio – la rinuncia all’introduzione di nuove tasse, ma anche all’aumento di quelle esistenti?
-Non reputa il CF che annunciare un aumento del 25% della tassa sul CO2 a tre settimane di distanza dalla bocciatura della nuova legge sul CO2 sia – per quanto conforme alla legge in vigore - irrispettoso della volontà popolare?
-Visto che il CF punta sull’elettrificazione della mobilità: è intenzione del CF, al fine di disporre dell’energia necessaria, ritardare lo spegnimento delle centrali nucleari esistenti e programmarne la costruzione di una nuova?
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