
I cantoni svolgono un ruolo importante nella politica climatica. Le loro direttive energetiche hanno permesso di risparmiare 290'000 tonnellate di CO2 nel 2007 e i loro programmi d'incitamento 62'000 tonnellate. È quanto risulta da studi pubblicati oggi dall'Ufficio federale dell'energia (UFEN). Se si tiene conto degli effetti a lungo termine delle misure energetiche concernenti gli edifici nuovi o risanati, le tonnellate che non finiranno nell'atmosfera sono oltre dieci milioni. Per contro, dal 1980, se i cantoni non avessero intrapreso nulla nel settore del riscaldamento degli edifici, sarebbe stato necessario dal 15% al 20% in più d'energia, rileva ancora l'UFEN. Nel 2007, 23 cantoni disponevano di programmi d'incitamento. Assieme alla Confederazione, in questo settore essi hanno speso 48,8 milioni di franchi, ciò che a lungo termine rappresenta economie valutabili a 1,6 milioni di tonnellate di CO2. Tali misure riguardano in particolare il risanamento di facciate, tetti e finestre, nonché l'installazione di riscaldamenti a legna e pannelli solari. Nel 2008, la Confederazione verserà ai cantoni per questi programmi 13,4 milioni di franchi. Dal canto loro, i cantoni aumenteranno i loro crediti da 34 a 50 milioni di franchi. Soltanto Svitto, Obvaldo e Zugo non hanno adottato provvedimenti tali da essere sovvenzionati. ATS
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