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Svizzera
Politica agricola: protezione animali vuole più misure
Redazione
14 anni fa

Nell'ambito della politica agricola (PA) 2014-2017, attualmente all'esame delle commissioni parlamentari, la Protezione svizzera degli animali (PSA) esige, in un programma presentato oggi a Berna, più misure per il benessere e la vita all'aria aperta degli animali. Milioni di animali da reddito non godono di stabulazioni adeguate e non possono uscire all'aria aperta, ha denunciato oggi l'organizzazione. Per esempio, nove vitelli da ingrasso su dieci lasciano per la prima volta la stabulazione quando sono condotti al macello. La PSA non se ne meraviglia, perché ritiene che finora si è trascurato di incoraggiare la qualità di vita degli animali. Solo il 9% dei pagamenti diretti sono previsti per questo scopo e le sovvenzioni sono spesso troppo basse per compensare il maggior carico imposto agli agricoltori. Il rispetto degli animali è determinante per la competitività dell'agricoltura svizzera sul mercato mondiale e decisivo per fornire alla popolazione derrate alimentari sicure e di alta qualità, ha aggiunto l'organizzazione. Tra le misure proposte per un "paese della detenzione animale all'aria aperta", la PSA indica in particolare pagamenti diretti mirati, che favoriscono il benessere degli animali, e un'agricoltura vicina alla natura. Esige anche controlli sull'allevamento con sanzioni che possono comprendere la riduzione o la soppressione delle sovvenzioni. L'organizzazione chiede anche che i crediti d'investimento siano destinati ormai esclusivamente a stabulazioni rispettose degli animali. Vuole anche lottare per ridurre gli effettivi massimi attualmente autorizzati. La PSA invita inoltre a non incoraggiare l'allevamento che non rispetta principi etici. È favorevole a un divieto delle importazioni di prodotti che non rispettano le disposizioni della protezione degli animali o, almeno, a una precisa dichiarazione dei prodotti importati dubbiosi sul piano etico. La PSA si dice favorevole alla strategia di qualità proposta dal Consiglio federale nel quadro della PA 2014-2017, che prevede in particolare l'abbandono del principio di "crediti a pioggia" nei pagamenti diretti per passare a sovvenzioni che favoriscono determinate prestazioni. Invita tuttavia il Parlamento a usare questo strumento per porre rimedio alle lacune nel campo della qualità di vita degli animali. ATS

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