
Chiunque sia nato in Svizzera non dovrebbe essere allontanato anche qualora l'iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" venga accettata in votazione il 28 febbraio. È quanto sostiene il consigliere nazionale Hans-Ueli Vogt (UDC/ZH) in un'intervista rilasciata alla "Schweiz am Sonntag", che ha provocato un polverone in seno al partito. La direzione dell'UDC è infatti di tutt'altro avviso e il segretario generale Martin Baltisser ha specificato che l'intervista di Vogt è "un'opinione personale che non corrisponde alla posizione dell'UDC su questo punto".
Nell'intervista il giurista democentrista ritiene che i "secondos", i figli di immigrati nati in Svizzera, "non appartengono alla comunità di cittadini svizzeri, ma fanno parte della nostra comunità di diritto e sociale. Da questa comunità non possiamo e non dobbiamo escludere persone", sottolinea Vogt.
Il consigliere nazionale democentrista critica il fatto che la clausola per i casi di rigore della legge di attuazione non sia stata limitata ai casi riguardanti i 'secondos'. "Questo è il grande errore che il Parlamento ha fatto" in quanto ha privilegiato una ponderazione di interessi per tutti i casi. Come tutte le norme costituzionali, i tribunali dovranno interpretare l''iniziativa d'attuazione', continua Vogt. L'obiettivo non ha come priorità i 'secondos', ma soprattutto gli stranieri male integrati. Se si riflette, il senso e lo scopo dell'iniziativa - aggiunge Vogt - non riguarda le persone che sono nate e che sono cresciute in Svizzera. Per il consigliere nazionale UDC "gli stranieri, nel senso dell'iniziativa, non sono le persone nate qui".
Per l'UDC invece il "controllo rigoroso" che implica l'"iniziativa d'attuazione" protegge gli svizzeri e gli stranieri, ha aggiunto Baltisser. Anche la "gran parte degli immigrati di seconda generazione che rispettano le leggi svizzere approfitteranno di una maggiore sicurezza".
Il Consiglio federale e il Parlamento, ricordiamo, raccomandano di respingere l'"iniziativa d'attuazione". In una presa di posizione alla fine di dicembre la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga aveva messo tra l'altro chiaramente in guardia dal fatto che nel caso in cui l'iniziativa sia accettata, gli stranieri nati in Svizzera dovrebbero lasciare il paese qualora commettano determinati reati.
Con l'iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" l'UDC vuole l'applicazione alla lettera della iniziativa sull'espulsione adottata alle urne nel 2010. Nella sessione primaverile il Parlamento aveva approvato il controprogetto indiretto che prevede l'espulsione automatica per un periodo di 5-15 anni per tutti coloro che si macchiano di crimini passibili di una pena superiore a tre anni. Al fine di rispettare la proporzionalità, nei casi di rigore il giudice potrà decidere altrimenti se simile misura dovesse porre il condannato in una situazione grave e l'interesse pubblico non dovesse prevalere su quello del diretto interessato a rimanere in Svizzera.
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