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Svizzera
Polanski: gli Stati Uniti chiedono l'estradizione
Redazione
17 anni fa
L'ambasciata americana a Berna ha trasmesso la richiesta ieri, rispettando il termine di 40 giorni previsto dal trattato bilaterale di estradizione

Gli Stati Uniti hanno formalmente chiesto alla Svizzera l'estradizione di Roman Polanski, ricercato dalla giustizia americana per atti sessuali ai danni di una tredicenne commessi nel 1977. La richiesta è stata trasmessa ieri sera all'Ufficio federale di giustizia (UFG) entro il termine di 40 giorni previsto dai trattati bilaterali. La domanda formale di estradizione si fonda su un mandato di arresto spiccato il primo febbraio 1978 dalla Corte suprema della California, indica l'UFG in un comunicato. Il giudice aveva emanato l'ordine d'arresto, poiché quel giorno Polanski, contrariamente a quanto aveva assicurato, non si era presentato in tribunale per rispondere delle accuse mossegli, preferendo fuggire all'estero. L'UFG inoltrerà ora la domanda di estradizione al cantone di Zurigo, dove il regista franco-polacco è incarcerato dal 26 settembre. L'UFG deciderà se consegnare o no il regista alle autorità americane dopo aver ascoltato il parere del diretto interessato e del suo avvocato. Polanski - detenuto a Winterthur - potrà impugnare la decisione presso il Tribunale penale federale (TPF) nel giro di trenta giorni. In ultima istanza, avrà la possibilità di chiamare in causa il Tribunale federale. Hervé Temime, avvocato francese del regista, ha subito reagito affermando che il suo assistito non cambierà idea e continuerà con tutti i mezzi ad opporsi all'estradizione. Il suo collega svizzero Lorenz Erni per ora non ha voluto rilasciare commenti. Il 20 ottobre il TPF di Bellinzona aveva respinto il ricorso presentato da Polanski contro l'ordine d'arresto spiccato nei suoi confronti. Il tribunale aveva rifiutato un'istanza di scarcerazione, giudicando elevato il rischio di fuga. Polanski, 76 anni, è finito in manette all'aeroporto di Zurigo, dove era giunto per ritirare un premio alla carriera assegnatogli dal Zurich Film Festival. Negli Stati Uniti il regista, se riconosciuto colpevole di stupro, rischia fino a 50 anni di carcere. ATS

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