
Roman Polanski aveva uno chalet nell'Oberland bernese dove si recava spesso e senza mai avere noie con la polizia o la giustizia elvetica. Lo afferma l'avvocato francese del regista arrestato sabato a Zurigo, Hervé Temime, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano parigino "Le Figaro"."Non ci aspettavamo assolutamente un arresto, visto che (Polanski) si reca assai regolarmente in Svizzera, e da parecchi anni", dice l'avvocato. Il regista, aggiunge, "possiede persino uno chalet a Gstaad, nel modo più ufficiale al mondo".L'avvocato annuncia l'intenzione di chiedere la scarcerazione di Polanski e di battersi contro una eventuale estradizione verso gli Stati Uniti, che hanno spiccato un mandato di cattura contro il regista per una vicenda risalente al 1977. In quell'anno il regista polacco-francese, oggi 76enne, era stato arrestato a Los Angeles dopo una denuncia dei genitori di una tredicenne e si era dichiarato colpevole di "rapporti sessuali illegali" con l'adolescente. Aveva allora passato un mese e mezzo in carcere. Di fronte alla prospettiva di ritornarvi, a fine gennaio 1978 era fuggito in Europa dove è vissuto da allora indisturbato.Reagendo alle critiche dalla Svizzera e dall'estero, il ministro della cultura Pascal Couchepin e la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf hanno chiarito ieri a Berna che si tratta di una vicenda esclusivamente "giuridica e non di cultura", e neppure politica. Le regole giuridiche e gli accordi internazionali devono essere applicati a tutti nello stesso modo, ha sottolineato la ministra di giustizia.La consigliera federale ha sostenuto che la Svizzera questa volta ha potuto procedere all'arresto di Polanski in quanto Berna ha saputo del suo arrivo in anticipo.ATS
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