
L'opera di Philippe Jaccottet entra nella prestigiosa collezione della "Pleiade". Dopo Jean-Jacques Rosseau, Blaise Cendrars e Charles-Ferdinand Ramuz, lo scrittore è il quarto autore svizzero che viene pubblicato in questa illustrissima edizione, riservata ai grandi della letteratura. Da giovedì prossimo sarà presente nelle librerie il volume "Å’uvres" nella prestigiosa collana della Bibliothèque de la Pléiade dell'editore Gallimard, una raccolta della vastissima opera dell'autore, la cui prefazione è stata scritta dal poeta e critico letterario ticinese Fabio Pusterla, ventennale interprete e traduttore delle opere del poeta vodese. Jaccottet stesso ha partecipato alla scelta dei testi, testimonia José-Flore Tappy, collaboratrice scientifica del centro di ricerca di letteratura romanda dell'Università di Losanna (Unil) in una lunga intervista pubblicata sabato dal quotidiano romando "Le Temps". Il poeta ha deciso di selezionare parti dell'opera per la raccolta, escludendo i saggi critici, le recensioni di viaggio e le sue corrispondenze, si evince dalle indicazioni dell'autore. Per elaborare la raccolta, Tappy e i suoi collaboratori hanno avuto il privilegio di accedere agli archivi del poeta presenti alla biblioteca cantonale e universitaria di Losanna. La ricercatrice definisce Jaccottet come uno scrittore "incentrato", "che ha una percezione acuta del diverso". Il poeta, traduttore e critico letterario svizzero, è nato a Moudon nel 1925. Dopo gli studi in lettere all'università di Losanna, ha vissuto un breve periodo a Parigi, per poi stabilirsi a Grignan, nel Sud della Francia. Le sue opere godono di una fama europea e sono entrate a far parte in pochi anni del programma di maturità delle scuole, precisa José-Flore Tappy. Jaccottet è stato traduttore di opere tedesche (Goethe, Hölderlin e Musil) e italiane (Leopardi, Ungaretti). Fabio Pusterla ha tradotto moltissime sue opere e ha allestito l'anno corso un'esposizione a Mendrisio.
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