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Svizzera
Pluriomicida in Svizzera da 25 anni. Ora sarà estradato
Pluriomicida in Svizzera da 25 anni. Ora sarà estradato
Pluriomicida in Svizzera da 25 anni. Ora sarà estradato
Redazione
7 anni fa
Chiusa la vicenda giudiziaria di un cittadino serbo-bosniaco che si era rifugiato in Svizzera dopo 2 efferati delitti

Ha vissuto per quasi 25 anni in Svizzera pur essendo stato condannato a 12 anni e 10 mesi di carcere per omicidio, ma ora un cittadino serbo-bosniaco dovrà rendere conto alla giustizia dei suoi atti. L’uomo, si legge in una recente sentenza del Tribunale federale (TF), verrà infatti estradato in Bosnia ed Erzegovina, Paese da cui provenivano le sue vittime.

Più in dettaglio, il 27 ottobre 1995 l’Alta Corte di Bijeljina lo aveva condannato per il massacro di una famiglia di sei musulmani che volevano attraversare il confine con la Serbia nell'ottobre 1993. L'uomo, insieme ad altri due complici, aveva ucciso un uomo, una donna e un bambino a colpi di fucile, per poi derubare le vittime. Tre mesi più tardi aveva pure partecipato all'assassinio di una coppia, anch'essa musulmana, per impossessarsi della loro casa. Arrestato e processato, era evaso dopo pochi mesi di carcere riparando in Svizzera, dove si era sposato con una cittadina elvetica da cui aveva avuto dei figli.

Le autorità bosniache lo avevano però rintracciato e lo scorso dicembre l’Ambasciata di Bosina aveva chiesto alla Svizzera l'arresto e la sua estradizione. Dopo aver ottenuto garanzie di conformità con le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva accettato la richiesta e l’8 marzo 2019 ne aveva ordinato il suo arresto provvisorio in attesa dell’estradizione.

L’uomo aveva quindi ricorso al Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona. Inutilmente. Il 22 agosto scorso, infatti, la Corte dei ricorsi del TPF ha respinto il suo appello, non ammettendo l'eccezione del reato politico. Pure respinta la tesi del ricorrente secondo cui la condanna sarebbe sarebbe stata emessa da uno "Stato illegittimo" (l’allora Republika Srpska) e sarebbe anche di parte in quanto l'allora presidente, Radovan Karadzic, era stato condannato all’ergastolo dalla giustizia internazionale. Per i giudici di Bellinzona, però, una condanna per l'omicidio di musulmani durante la guerra in Bosnia sarebbe invece un elemento a favore dell'indipendenza della giustizia della Republika Srpska.

L’uomo aveva quindi ricorso in ultima istanza al TF chiedendo di annullare la decisione dei giudici di Bellinzona. A suo dire vi sarebbero dei dubbi sulla legittimità della sua estradizione in quanto l’allora Republika Srpska non ha mai ratificato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il ricorrente aveva pure fatto leva sulla sua situazione di indigenza, ma la sua linea difensiva non ha per nulal convinto la suprema Corte federale. I giudici gli hanno rammentato che Bijeljina si trova in Bosnia e Erzegovina, "uno Stato le cui decisioni giudiziarie sono assolutamente riconosciute".

In conclusione, il TF non è entrato in materia e non ha esaminato la causa nel merito, dando così via libera alla sua estradizione, che avverrà verosimilmente nelle prossime settimane.

(Sentenza 1C_448/2019 del 2 Ottobre 2019)

nic

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