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Parlamento
Più soldi per l'esercito, meno tagli alla cooperazione internazionale
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Keystone-ats
2 anni fa
È quanto deciso ieri dalla Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati, seguendo quanto fatto dai colleghi della Camera bassa nel corso dell'analisi del preventivo 2025 della Confederazione.

L'anno prossimo l'armata dovrebbe ricevere 530 milioni supplementari rispetto ai piani del Consiglio federale. Lo ha deciso nella seduta di ieri la Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S), allineandosi all'omologa del Nazionale durante l'esame del preventivo 2025 della Confederazione. Negli anni a venire, l'esercito dovrebbe quindi ottenere più mezzi per riarmarsi, fino a raggiungere l'1% del PIL nel 2032 (ossia 9,6 miliardi di franchi), ha dichiarato ai media il presidente della commissione, Jakob Stark (UDC/TG). Il Consiglio federale prevede un incremento dei mezzi, ma a un ritmo meno elevato (intende raggiungere l'1% del PIL entro il 2035). Una grossa differenza rispetto all'omologa commissione, ha sottolineato Stark, riguarda la cooperazione internazionale. Noi proponiamo un taglio di 30 milioni, e non di 250 milioni come deciso dall'altra camera.

Meno soldi per asilo

Per finanziare l'esercito e tenere conto del freno all'indebitamento, la CdF-S ha provveduto a tagliare in altre voci di bilancio. Come la commissione del Nazionale, quella degli Stati intende risparmiare sui Centri federali d'asilo (-85 milioni) e l'aiuto sociale per i richiedenti asilo (-100 milioni). Johanna Gapany (PLR/FR), vicepresidente della CdF-S, ha giustificato tale decurtazione con le nuove stime - in calo - circa gli arrivi dall'estero di persone in cerca di protezione. Sono previsti anche tagli al personale federale (-45 milioni) o alla custodia dei bambini (-10 milioni). Per quanto attiene all'agricoltura, la CdF-S vuole invece mantenere il livello attuale, specie per i pagamenti diretti.

Tassa multinazionali, nuova chiave di ripartizione?

Per il finanziamento dell'esercito, la CdF-S ha anche pensato di modificare la chiave di ripartizione fra Cantoni e Confederazione delle entrate generate dall'imposizione minima OCSE/UE delle multinazionali. Si calcola che le maggiori entrate per le casse pubbliche potrebbero oscillare tra un miliardo e 2,5 miliardi di franchi a partire dal 2026-2027 (stime 2022). I Cantoni, secondo le deliberazioni parlamentari, dovrebbero ricevere il 75% delle entrate generate da questa nuova imposta, Berna il rimanente 25%. Ora la CdF-S pensa a una ripartizione 50/50, ha affermato Stark. Le entrate destinate alla Confederazione sarebbero vincolate: andrebbero destinate unicamente all'esercito.