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Svizzera
"Più fermezza con i richiedenti asilo"
Redazione
15 anni fa
Lo chiede il ministro della giustizia Simonetta Sommaruga dopo le critiche alla politica d'asilo della Confederazione

Più fermezza nei confronti dei richiedenti l'asilo la cui condotta non è soddisfacente: è quanto auspica la ministra della giustizia Simonetta Sommaruga (PS), che in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale svizzerotedesco "SonntagsBlick" afferma "dobbiamo garantire un certo ordine".Invece di ricevere una "paghetta" ai "clienti difficili" bisognerà consegnare dei buoni in modo che con essi non possano procurarsi bevande alcooliche. Se necessario, e in casi particolari, i Cantoni potranno intervenire ordinando un divieto di uscita o di accesso a una zona ben precisa, afferma la consigliera federale.La Sommaruga promette di affrontare il più rapidamente possibile le esigenze dei migranti economici: "Dal Nord Africa" arrivano soprattutto emigranti di questo tipo, "che non hanno alcun diritto di asilo".Venerdì scorso, la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia aveva criticato la Confederazione e la sua politica d'asilo. Secondo la Conferenza, nei centri di registrazione bisognerebbe dare la priorità ai rifugiati che hanno già presentato una richiesta in un paese terzo, ovvero il 55% dei casi, in modo da poterli allontanare dalla Svizzera in base all'accordo di Dublino.La consigliera federale dal canto suo ritiene che non si debba essere precipitosi nell'affrontare i cosiddetti "casi Dublino". In un'intervista al settimanale "NZZ am Sonntag", la Sommaruga sottolinea che "è a volte meglio aspettare un po' perché c'è il rischio che qualcuno che ha presentato una seconda domanda di asilo in Svizzera non sia stato registrato nel database del primo paese in cui è stato richiesto asilo".Globalmente secondo la socialista, il sistema di Dublino funziona bene e "ci aiuta". I "casi Dublino" dovrebbero tuttavia - a suo avviso - avere la priorità. In questo settore "non siamo ancora dove vorremmo essere", afferma la Sommaruga.Nelle interviste la ministra della giustizia precisa di non volere una riorganizzazione dell'Ufficio federale della migrazione (UFM): "la cosa peggiore è proporre una ristrutturazione a un ufficio che ne ha appena conclusa una". Bisognerà piuttosto fornire maggiore sostegno ai dipendenti dell'UFM, che devono "quotidianamente decidere delle sorti di esseri umani".ATS

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