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Il caso
Più droni e meno carri armati per l’esercito svizzero
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Red. Online
7 ore fa
La nuova strategia del Consiglio federale punta a sviluppare maggiormente le nuove tecnologie e i velivoli al posto dei mezzi di terra, ritenuti ormai «obsoleti e troppo costosi»

Più difesa aerea e cibernetica, meno carri armati. È questa, riassunta per sommi capi, la nuova tendenza verso la quale è indirizzato l’esercito svizzero. L’attenzione di Berna, infatti, si sta focalizzando sempre di più sulle sfide più attuali nell’ambito della difesa per orientarsi verso quelle che sono ritenute «le minacce più probabili», come spiega il Blick. E questo si traduce, appunto, in investimenti su nuove tecnologie, cibernetica, droni e velivoli militari.

La strategia futura

Il Consiglio federale, nella sua strategia futura, intende infatti destinare la maggior parte delle risorse alla difesa cibernetica e a quella aerea. Si parla di ben l’80% della disponibilità. Il restante 20% sarà destinato a tutti gli altri ambiti. Una strategia che avrà inevitabilmente un impatto sui mezzi di terra. Ad appoggiare questa posizione – stando ai documenti in possesso del Blick – sono diversi membri dell’Esecutivo federale. In particolare, il Dipartimento federale di giustizia e polizia, diretto dal consigliere federale Beat Jans, non ha nascosto di considerare «i carri armati obsoleti» e di voler rinunciare all’acquisto di nuovi tank. Questo soprattutto alla luce dei nuovi sviluppi in ambito tecnologico. «Le attrezzature pesanti dovrebbero essere sostituite da droni e robot più moderni ed economici».

Della stessa idea anche il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca di Guy Parmelin, che ritiene la possibilità «comprensibile e realistica dal punto di vista finanziario». Anche per il Dipartimento federale dell'interno, guidato da Elisabeth Baume-Schneider, «le priorità dovrebbero essere stabilite in modo realistico soprattutto per quanto riguarda la difesa aerea e la difesa cibernetica, dove la necessità è significativamente più urgente».

Nessun abbandono

Ad ogni buon conto, anche alla luce delle nuove necessità dell’esercito svizzero, «le capacità di combattimento terrestre saranno mantenute» con pure qualche accorgimento tecnologico in più. Come ha spiegato al quotidiano zurighese un portavoce dell’esercito: «Anche se gli attuali carri armati e veicoli da combattimento per la fanteria non saranno automaticamente sostituiti con lo stesso numero e con sistemi identici durante i futuri programmi di modernizzazione», i mezzi di difesa tradizionali saranno tuttavia integrati con componenti più moderne ed economiche. Ciò si traduce per i mezzi cingolati, in missili guidati, droni e artiglieria.