Cerca e trova immobili
Svizzera
“Più disoccupati tra i 25 e i 49 anni che sopra i 50”
Immagine CdT/Chiara Zocchetti
Immagine CdT/Chiara Zocchetti
Keystone-ats
5 anni fa
Lo comunica l’Ufficio federale di Statistica sulla base dei dati Ilo, specificando che un terzo della popolazione attiva ha ormai superato i 50 anni. Tuttavia, i disoccupati sopra i 50 anni fanno più fatica a trovare lavoro rispetto ai più giovani

Nel 2020, un terzo della popolazione attiva in Svizzera aveva un’età pari o superiore ai 50 anni. Inoltre, il tasso di disoccupazione ai sensi dell’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) era più contenuto per le persone tra i 50 e i 64 anni che per quelle dai 25 ai 49 anni. È quanto emerge da una pubblicazione edita dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2020, vivevano in Svizzera 1,654 milioni di persone occupate di 50 anni o più, pari al 33,5% della popolazione attiva totale. Si tratta di una quota in crescita rispetto al 1991 (24,0%). “Questo invecchiamento è dovuto in primis al fatto che la generazione del “babyboom” (persone nate tra il 1945 e il 1964) è arrivata alla cinquantina”, indica l’UST in una nota odierna.

L’anno scorso, era attivo professionalmente l’81,4% della popolazione dai 50 ai 64 anni, a fronte di un 70,9% nel 1991. Tale aumento è dovuto alla forte progressione del tasso di attività delle donne (1991: 53,4%; 2020: 75,6%). Tra gli uomini, invece, nello stesso lasso di tempo si è registrato un calo dal 90,1 all’87,2%, scrive ancora l’UST.

Tra i leader in Europa
In un raffronto europeo, la Svizzera- nel 2020 - assieme alla Svezia (86,0%), all’Islanda (83,6%) e all’Estonia (81,3%), faceva parte dei Paesi nei quali oltre otto persone su dieci tra i 50 e i 64 anni erano attive professionalmente (media dell’Unione europea: 70,3%). In Svizzera, oltre una persona su sei (17,8%) dai 65 ai 74 anni esercitava una professione (1991: 19,7%).

Tra le persone dai 50 ai 64 anni, nel 2020 il 40,3% lavorava a tempo parziale, contro il 35,2% di quelle tra i 25 e i 49 anni. La manodopera che ha raggiunto i 50 anni è sovrarappresentata nei rami “trasporto e magazzinaggio” (il 37,0% delle persone occupate) “amministrazione pubblica” (34,5%), “agricoltura e silvicoltura” (34,4%; tutti i rami nel complesso: 30,1%).

Un numero maggiore di persone dai 50 anni in su rispetto a quelle più giovani lavorava da indipendente (il 18,1% contro il 9,5%), abitualmente durante il fine settimana (il 20,6% contro il 16,1%) ed esercitava un’attività secondaria (l’8,8% contro il 7,5%). Queste persone avevano inoltre 3,5 giorni di vacanza in più all’anno, precisa ancora l’UST.

Disoccupazione di lunga durata
Nel 2020 il tasso di disoccupazione ai sensi dell’ILO era più contenuto per le persone tra i 50 e i 64 anni (4,0%) che per quelle dai 25 ai 49 anni (4,7%). Inoltre per le donne era inferiore rispetto a quello degli uomini (il 3,5% contro il 4,3%).

La metà (48,9%) delle persone disoccupate dai 50 ai 64 anni stava cercando un lavoro da oltre un anno (25-49 anni: 32,7%). Nel raffronto internazionale, la Svizzera si situava circa a metà classifica per quanto riguarda il tasso di disoccupazione delle persone dai 50 ai 64 anni.

Nel 2020, il 18,6% dei 50-64enni non erano attivi professionalmente, un quinto dei quali avrebbe voluto lavorare e sarebbe stato disponibile a farlo, per la maggior parte nel giro di un mese.

In pensione in media a 65,2 anni
Nel 2020 l’età media all’uscita dal mercato del lavoro si attestava a 65,2 anni (uomini: 65,6 anni; donne: 64,9). Le persone che lavoravano come indipendenti si ritiravano dalla vita attiva molto più tardi di quelle che lavoravano come dipendenti (67,5 contro 64,9 anni).

Il ramo in cui la manodopera restava attiva più a lungo è quello dell’”agricoltura e selvicoltura” (uscita a 67,5 anni). Invece, tra le persone attive nel ramo “attività finanziarie e assicurative” si registrava un’età media all’uscita dal mercato del lavoro pari a 62,8 anni.

A giudicare dal tasso di prepensionamento, si constata un ritiro flessibile dalla vita attiva. Sei anni prima dell’età pensionabile ordinaria, il 4,8% degli uomini e il 4,2% delle donne (media dal 2018 al 2020) optano per un prepensionamento. Un anno prima della pensione ordinaria, questa percentuale sale al 39,0% per gli uomini e al 30,4% per le donne.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata