
Una petizione corredata di 21'875 firme, tra cui quella dell'ex ministra socialista Ruth Dreifuss, è stata inoltrata oggi a Berna. In essa si chiede che venga regolarizzata la posizione dei "sans-papiers" che svolgono l'attività di collaboratori domestici. In sostanza il testo chiede al Consiglio federale di accordare permessi di soggiorno per chi è occupato in queste mansioni e non è in possesso di uno statuto legale. Chiede anche che abbiano una protezione sociale e l'accesso a "probi viri" (tribunali del lavoro) senza incorrere nel rischio di espulsione, indica in un comunicato l'associazione "Riconoscere il lavoro domestico". Un centinaio di persone, armate di secchi e spazzoloni, si sono dirette in un clima festoso alla Cancelleria federale per la consegna delle firme. "La regolarizzazione di chi non ha uno statuto legale (sans-papiers) si impone innanzitutto dopo la votazione del 9 febbraio", ha affermato Elisabeth Joris, presidente dell'associazione. L'equazione è semplice, ha aggiunto: "se è sempre più difficile ottenere un permesso di soggiorno e nel contempo la domanda di manodopera rimane identica, ci saranno sempre più sans-papiers a svolgere certi lavori nelle economie domestiche". Tra gli enti che appoggiano l'associazione vi sono: Movimento dei senza voce, Sindacato dei servizi pubblici, Terre des hommes, USS e Forum per l'integrazione dei migranti.
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