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Circolazione
Pirateria stradale, il dietrofront del Parlamento “è preoccupante”
Redazione
4 anni fa
Il deputato Fabio Regazzi (Il Centro) commenta il parziale dietrofront deciso dal Consiglio nazionale sulle punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada”. “La soluzione scelta in prima battuta era sicuramente migliore”.

“Da questa decisione esce un segnale preoccupante”. Così si è espresso il consigliere nazionale centrista Fabio Regazzi nel commentare la decisione presa oggi dal Parlamento svizzero, il quale ha accettato di mantenere la pena minima di un anno di detenzione per i reati di pirateria stradale. Il Consiglio nazionale, adeguandosi agli Stati, ha fatto così un parziale dietrofront circa le punizioni inflitte ai cosiddetti "pirati della strada", le cui pene debbono rimanere dissuasive e non vanno quindi eccessivamente edulcorate come deciso in precedenza dalle Camere. “Tempo fa avevamo trovato un compromesso che ritenevo accettabile e che allentava queste disposizioni estremamente rigide di Viasicura”, spiega Regazzi, intervistato dal vicedirettore del Corriere del Ticino Gianni Righinetti. Poi, improvvisamente, “c'è stato un cambio di rotta, un’inversione di marcia da parte del Parlamento, che su pressione dell'Associazione Roadcross ha deciso di ritornare alla versione originale, con qualche piccolo miglioramento assolutamente insufficiente”.

“Si modificano decisioni già prese con una modalità discutibile”

Ciò che è preoccupante, secondo Regazzi, è che il Parlamento “si faccia mettere in scacco da un’Associazione che fa la voce grossa minacciando il referendum, e decida di ritornare sui propri passi”. Questo “apre la strada ad operazioni analoghe in futuro: quando si tratterà di discutere altri temi basterà minacciare il referendum”. In questo modo “si modificano le decisioni già prese con una modalità molto discutibile”.

Le eccezioni

Rimane comunque un margine di discrezione: la legge consentirà infatti al giudice di infliggere una pena inferiore qualora non vi siano iscrizioni nel casellario giudiziale a causa di violazioni delle norme della circolazione o qualora il superamento della velocità massima sia stato commesso per motivi "onorevoli", ad esempio in caso di urgenza. Come detto, però, per Regazzi “è troppo poco. La soluzione uscita in prima battuta era sicuramente migliore”.

La proposta precedente

Ricordiamo che in un primo momento le Camere avevano optato per una soluzione più favorevole agli automobilisti (stralcio della pena minima di un anno per infrazioni gravi, ad esempio), suscitando però l'opposizione di alcuni ambienti, in particolare dell'associazione delle vittime degli incidenti della circolazione, Roadcross.

 

 

 

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