
Sta suscitando decise e variegate reazioni la sentenza di oggi del Tribunale federale, che ha deciso di non dichiarare nulla la votazione sull’innalzamento dell’età di pensionamento delle donne del 25 settembre 2022, malgrado le proiezioni errate che stimavano le uscite dell’AVS in eccesso per svariati miliardi di franchi.
Le promotrici: “Scioccate, arrabbiate e disilluse"
"Siamo amareggiate per la mancanza di coraggio dei giudici", ha dichiarato Lisa Mazzone, presidente dei Verdi svizzeri. "Due dei giudici hanno riconosciuto gli errori nelle informazioni fornite dal Consiglio federale, ma questo sbaglio viene banalizzato perché riguarda le donne. Questo è inaccettabile", ha proseguito. Il messaggio "è che la questione non è così grave. Ancora una volta il destino delle donne non viene preso sul serio", ha aggiunto la ginevrina.
La rabbia dei sindacati
“Il Tribunale federale attribuisce un peso maggiore alla certezza del diritto che alla precaria situazione pensionistica delle donne”, si legge in una nota stampa del sindacato UNIA. “Questa decisione è un duro colpo per le donne in Svizzera. Abbiamo bisogno di soluzioni che migliorino in modo sostanziale le loro rendite. Continueremo a lavorare per raggiungere questo traguardo”. Anche l'Unione sindacale svizzera (USS) ha espresso delusione per la bocciatura unanime dei ricorsi contro la votazione su AVS 21. "Le donne continuano a essere defraudate di un anno di pensione", è stato scritto in un comunicato. "Hanno pensioni più basse e l'aumento dell'età pensionabile è stato un risparmio unilaterale fatto sulle loro spalle". L'USS rimane convinta che il processo di formazione dell'opinione sarebbe stato diverso senza gli errori di calcolo.
Steinemann: “Decisione ragionevole”
Di tutt’altro avviso la consigliera nazionale Barbara Steinemann (UDC/ZH), che ha definito "molto ragionevole", la decisione dei giudici di Mon Repos. Secondo Steinemann, sarebbe “discutibile” in termini di stato di diritto se il voto venisse ripetuto sulla base di previsioni. Inoltre, anche molte altre votazioni avrebbero dovuto essere ripetute. Per esempio, sulla base dei dati sull'immigrazione o sul presunto aumento della sicurezza in seguito all'adesione a Schengen, ha scritto la democentrista sulla piattaforma “X”.
Il Centro: "Più fiducia nella democrazia"
Il Centro, dal canto suo, rispetta la decisione del Tribunale federale (TF), la quale "rafforza la fiducia nella democrazia e nelle istituzioni", ha scritto il partito su "X". Soprattutto in considerazione della crescente polarizzazione, "è fondamentale che le nostre istituzioni funzionino senza intoppi e siano rispettate affinché possano lavorare in modo efficiente e indipendente", si legge nel post. Questo è fondamentale per la stabilità e la coesione della Svizzera.
Il PS nazionale accetta il respingimento dei ricorsi
Il PS svizzero accetta la decisione del Tribunale federale (TF) di non annullare la votazione sull'innalzamento dell'età pensionabile delle donne. Il partito si aspetta che la maggioranza di destra colmi il divario pensionistico tra i sessi. I socialisti si erano fortemente opposti all'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. "Le donne vengono private della pensione per un anno, quando già ne ricevono una inferiore di un terzo rispetto a quella degli uomini", ha ribadito Mattea Meyer, co-presidente del partito, citata in un comunicato stampa odierno. "Il PS svizzero accetta questa decisione", ha scritto, rimanendo tuttavia convinto che la votazione federale avrebbe avuto un altro esito se le previsioni dell'AVS fossero state corrette. "Spetta ora alla maggioranza di destra in Consiglio federale e in Parlamento garantire l'aumento delle pensioni", ha dichiarato Tamara Funiciello, co-presidente delle Donne socialiste, anch'essa citata in nota. Stando al partito di sinistra, le donne meritano "rispetto e pensioni migliori". A settembre, il gruppo parlamentare socialista ha presentato in Parlamento diverse mozioni per colmare il divario pensionistico, in particolare per le donne. I socialisti chiedono segnatamente l'introduzione di bonus nel secondo pilastro per tenere conto dei compiti di cura dei figli e di assistenza. Una seconda mozione chiede una migliore copertura assicurativa del secondo pilastro per le persone che svolgono più lavori e per i lavoratori a tempo parziale.
L'Unione imprenditori reagisce positivamente
Il respingimento dei ricorsi contro la votazione federale AVS 21 è stato accolto con favore dall'Unione svizzera degli imprenditori (USI). Un annullamento del voto avrebbe comportato uno sforzo sproporzionato e avrebbe sollevato numerosi interrogativi su come procedere, ha dichiarato in un comunicato odierno. Nel testo l'USI ha sottolineato che restano in vigore importanti misure di stabilizzazione dell'AVS. Inoltre, ha aggiunto che è giusto in termini di uguaglianza e di aspettativa di vita che donne e uomini abbiano la stessa età di riferimento ufficiale per l'età di pensionamento. Questo permette anche all'amministrazione e alla popolazione di evitare "molti sforzi e problemi". Secondo l'associazione, l'annullamento della votazione avrebbe reso obsoleta la base legale per l'aumento dell'IVA, in vigore dal 1° gennaio 2024. Non è chiaro cosa sarebbe successo alle entrate aggiuntive già generate di conseguenza. Per i datori di lavoro è inoltre evidente la necessità di adottare ulteriori misure strutturali a causa della continua ed elevata pressione finanziaria sulle finanze dell'AVS. Una soluzione valida è attesa dal Consiglio federale nell'ambito della riforma dell'AVS del 2026, che prevede un aumento realistico dell'età di riferimento in linea con l'aspettativa di vita.
Il Consiglio federale "prende atto della sentenza e attende le motivazioni"
Il Consiglio federale ha preso atto della sentenza del Tribunale federale sul ricorso contro la votazione su AVS 21. Trarrà le dovute conclusioni solo dopo aver esaminato le motivazioni scritte della sentenza, precisa un comunicato. La correttezza dei dati nel processo legislativo è fondamentale per la formazione delle opinioni e il processo decisionale del Consiglio federale, del Parlamento, della popolazione e degli attori politici, sottolinea il governo in un comunicato. Per migliorare e garantire basi decisionali affidabili, il Consiglio federale ha chiesto al Controllo federale delle finanze (CDF) di procedere a una verifica delle disposizioni volte a garantire la qualità dei dati, dei modelli di previsione e della metodologia applicata alle basi decisionali. Inoltre, i risultati della sentenza del Tribunale federale saranno integrati nelle deliberazioni del Consiglio federale sulla garanzia di qualità delle basi decisionali, aggiunge la nota.

