
Un giovane pilota automobilistico australiano è accusato di aver violentato nel 2019 un’infermiera nella casa di Michael Schumacher, dove la donna lavorava come parte del team medico che assiste il pilota di formula 1 dopo l'incidente sugli sci. L'imputato sarebbe un amico di Mick Schumacher, il figlio del sette volte campione del mondo di Formula 1.
La vicenda
I fatti risalgono alla notte del 23 novembre 2019 nella residenza di famiglia a Gland (VD). Secondo l'atto d'accusa la donna, al termine del suo turno di lavoro, avrebbe trascorso la serata giocando a biliardo e bevendo cocktail insieme a due colleghi e all'imputato. A causa dell'eccessivo consumo di alcol avrebbe perso conoscenza e sarebbe stata accompagnata in stanza da un collega e dallo stesso imputato. Quest'ultimo sarebbe poi tornato e avrebbe abusato sessualmente di lei in due occasioni.
Processo rinviato
La vicenda è approdata al tribunale distrettuale di Nyon, ma l’imputato – che in passato aveva tentato di entrare in Formula 1 ed è oggi sospeso per doping – non si è presentato mercoledì in aula, secondo quanto riportato da 24 heures. Secondo l'avvocato della vittima Patrick Michod, il processo non dovrebbe subire ulteriori ritardi: “Tre anni e mezzo di indagini sono un tempo lungo, molto lungo”, ha dichiarato, sottolineando le “gravi sofferenze” patite dalla donna. Il difensore dell’imputato, Luc Vaney, ha invece chiesto un rinvio del dibattimento, sostenendo che il suo assistito fosse impossibilitato a viaggiare per motivi familiari ma che avrebbe partecipato a una nuova udienza. Il procuratore ha accolto questa posizione, domandando un rinvio di sei mesi. La presidente del tribunale, Patricia Cornaz, ha deciso di posticipare il processo a una data ancora da stabilire, probabilmente nel corso del prossimo anno. Per il trentenne vale la presunzione di innocenza.

