
L'Associazione svizzera inquilini (ASI) ha consegnato oggi alla Cancelleria federale un appello corredato da 100'848 firme per chiedere al Consiglio federale di ritirare il controprogetto all'Iniziativa «Sì alla protezione contro pigioni abusive».
I firmatari domandano di interrompere immediatamente l'elaborazione di un controprogetto indiretto all'iniziativa sulle pigioni. Il progetto, che il Consiglio federale sta attualmente facendo elaborare, dovrebbe includere la revisione degli affitti e l'affitto basato sui costi.
L'iniziativa popolare chiede che gli affitti vengano automaticamente rivisti e ridotti qualora risultino troppo elevati. Il 25 settembre il Consiglio federale aveva deciso di presentare un controprogetto all'iniziativa lanciata dall'ASI in base al quale la pigione iniziale dovrebbe poter essere adeguata a quella di appartamenti simili nella zona.
In questa pigione di riferimento statistica rientrerebbe tuttavia ogni nuovo affitto più caro, finendo così per «alimentare ulteriormente la spirale dei prezzi degli affitti», scrive l'ASI. Inoltre, gli aumenti dovrebbero essere possibili ogni quattro anni e non è prevista alcuna verifica.
Secondo Jacqueline Badran, membro del comitato dell'ASI e consigliera nazionale socialista zurighese, il Consiglio federale sta pianificando una pigione di mercato, proponendo così l'esatto contrario dell'iniziativa popolare. Con quest'ultima, invece, si dovrebbero finalmente far rispettare il principio della pigione basata sui costi e il tetto massimo ai rendimenti, sottolinea Badran. Il presidente dell'ASI Carlo Sommaruga è convinto che già oggi gli inquilini paghino troppo per l'alloggio.
«I locatari pagano già oggi un affitto troppo alto e il Consiglio federale vuole che paghino ancora di più. Non si faranno mettere i piedi in testa», indica citato nella nota Carlo Sommaruga, consigliere agli Stati (PS/GE). Il fatto che in due settimane siano state raccolte così tante firme lo interpreta come una «risposta chiara al Consiglio federale».

