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Svizzera
Piazza finanziaria, verso maggiore integrazione mondiale
Redazione
12 anni fa

Per mantenersi attrattiva anche in futuro e continuare ad attirare gli investitori stranieri, la piazza finanziaria elvetica dovrà adeguarsi sempre di più agli standard regolatori internazionali e promuovere riforme interne, soprattutto fiscali. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nel rapporto del gruppo di esperti circa l'ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari. Oltre a provvedimenti di carattere fiscale e regolatori interni, per gli esperti guidati dall'economista Aymo Brunetti - che ha presentato oggi lo studio al Consiglio federale - è importante che la Svizzera avvii colloqui esplorativi con l'Unione europea sull'eventualità di avviare trattative per un accordo settoriale sui servizi finanziari. Stando al documento, il moltiplicarsi a livello internazionale di regole sempre più stringenti per i marcati finanziari in seguito alla crisi del 2007 rischia di penalizzare la piazza finanziaria elvetica. Finora la Svizzera non è rimasta con la mani in mano, tuttavia, secondo gli esperti sono necessari ulteriori passi, specie per quanto riguarda l'accesso ai mercati finanziari esteri. Come già anticipato in maggio, la Svizzera deve preparare o proseguire negoziati bilaterali con importanti paesi europei ed extraeuropei, collegando eventualmente questo tema al passaggio allo scambio automatico di informazioni. Una eventuale intesa con Bruxelles presuppone un'analisi preventiva su vantaggi e svantaggi. Di sicuro, per poter offrire i propri servigi nell'area Ue, la Svizzera dovrà adeguare la propria legislazione al diritto comunitario. L'integrazione economica - che dovrebbe avere effetti positivi sull'impiego - con l'Europa diventerà ancora più profonda. I tempi per un'intesa si prospettano lunghi, si legge nel rapporto, secondo cui l'eventuale successo dei negoziati dipenderà dalla conclusione positiva di un accordo istituzionale e, molto probabilmente, da una soluzione sulla libera circolazione.

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