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Svizzera
Piazza federale, gli attivisti non se ne vanno
Foto Klimastreik Switzerland
Foto Klimastreik Switzerland
La Polizia aveva ingiunto di liberare la piazza entro le 12, ma così non è stato. Proseguono le trattative, mentre i dimostranti lanciano un appello

Gli attivisti non si muovono. Nonostante le pressioni da parte della polizia e dal Governo bernese gli attivisti hanno deciso di non sgomberare il loro “campo climatico” da Piazza federale. I manifestanti, lo ricordiamo, si sono inesediati davanti a Palazzo nelle prime ore di lunedì e hanno intenzione di rimanerci fino a venerdì all’insegna dell’azione congiuntamente denominata “Rise Up for Change” (insorgi per il cambiamento). Ieri i manifestanti avevano ricevuto un ultimatum dalle autorità, avevano tempo fino ad oggi a mezzogiorno per sbarazzare la piazza. I giovani dopo aver accettato il compromesso di spostarsi per il mercato tradizionale della città - che ha creato diversi malumori tra i commercianti - hanno anche lanciato un appello generalizzato per invitare quante più persone a riunirsi alla loro azione.

La loro voglia di rivendicare una politica ambientale più corretta e capace di dare una svolta ai cambiamenti climatici sembra vincere sugli avvertimenti delle autorità. E proprio per questo motivo i portavoce dello Sciopero per il clima, Collective Climate Justice ed Extinction Rebellion ribadiscono a gran voce: “Da qui non ce ne andiamo”.

Nazionale: bocciata mozione UDC per lo sgombero
Il Consiglio nazionale è tornato oggi a discutere dell’occupazione di Piazza federale da parte di attivisti per il clima. Con una mozione d’ordine l’UDC voleva aumentare la pressione sulle autorità della città di Berna, affinché proceda allo sgombero. La maggioranza del plenum l’ha però bocciata, con 90 voti a 79 e 16 astensioni.

Contrariamente a quanto avvenuto ieri, il testo odierno, depositato da Esther Friedli (UDC/SG), non ha ottenuto il consenso compatto di PLR e PPD. Alcuni deputati si sono astenuti. “Quello che stiamo vivendo è una tragedia. Mi chiedo se viviamo ancora in uno stato di diritto”, si è chiesta Friedli, aggiungendo che gli attivisti in diverse occasioni non hanno rispettato gli accordi. “Dopo la Reitschule, ora la città di Berna dispone di un secondo spazio senza legge”.

La presidente del Consiglio nazionale, Isabelle Moret (PLR/VD), ha da parte sua dichiarato che la Camera del popolo non è responsabile di quanto avviene in Piazza federale. La competenza è della città e del cantone, ha rilevato. Ieri sera il Nazionale aveva approvato con 109 voti favorevoli e 83 contrari una mozione d’ordine di Thomas Aeschi (UdC/ZG) che invitava la città di Berna a disperdere la manifestazione.

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