
Per contenere i costi della salute, imputabili principalmente alle sovracapacità, i Cantoni dovrebbero collaborare maggiormente. È quanto emerge da un rapporto adottato oggi dal Consiglio federale, in cui formula altre raccomandazioni in merito alla pianificazione ospedaliera. Il Consiglio federale è dell'opinione che la pianificazione debba restare di competenza dei Cantoni, ma questi sono invogliati a promuovere l'approccio basato sulle regioni di assistenza. In particolare emerge la necessità di una maggiore collaborazione intercantonale. Il governo spiega inoltre di star seguendo l'attuazione delle raccomandazioni formulate dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) lo scorso mese di novembre e in seguito valuterà se precisare ulteriormente le attuali condizioni quadro, per giungere a una pianificazione ospedaliera nazionale, sul modello di quella già in atto per la medicina altamente specializzata.
Analisi annuale
Nell'anno in corso la CDS sta svolgendo un'analisi sul fabbisogno attuale e una previsione su quello futuro. Entro il 2029 i Cantoni dovranno quindi stabilire quali cure e trattamenti appartengono al servizio di base e quali invece al servizio speciale. In base a tale suddivisione saranno definiti criteri uniformi per l'assegnazione ai diversi ospedali degli incarichi prestazionali. L'esecutivo sottolinea pure come negli ultimi anni i Cantoni abbiano già intrapreso misure per alleviare possibili conflitti d'interesse nel loro ruolo di regolatori, proprietari e finanziatori dei nosocomi, rendendo superflue ulteriori regolamentazioni. Infine non viene ritenuto necessario intervenire per contrastare una corsa agli investimenti. Viene però sottolineata la necessità di adottare uno sguardo globale sulle apparecchiature medico-tecniche gestite non solo dagli ospedali ma anche da studi medici e centri ambulatoriali.

