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Svizzera
Pianificava un attentato in nome dell'Isis: promossa l'accusa contro un 18enne
Shutterstock
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Red. Online
un giorno fa
Il piano del giovane si sarebbe concretizzato in un progetto di attacco con coltello contro vittime selezionate casualmente

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) accusa un 18enne residente nel canton Argovia di aver pianificato di compiere un attentato con coltello in nome dell'organizzazione terroristica Stato islamico (Isis), vietata in Svizzera. A tal fine, secondo la procura, avrebbe effettuato i preparativi necessari. Il MPC ha ufficialmente promosso l'altro ieri l'accusa per sostegno a un'organizzazione terroristica, atti preparatori punibili in vista di un assassinio e produzione, conservazione e possesso di rappresentazione di atti di cruda violenza, indica oggi il servizio comunicazione della procura in una nota.

Le indagini

Nel giugno 2025, l'Ufficio federale di polizia (fedpol) ha presentato presso il MPC una denuncia penale nei confronti dell'imputato, ritenendo, sulla base di indizi, che stesse pianificando un attentato terroristico. Su ordine del MPC, l'imputato è stato immediatamente arrestato da fedpol con il sostegno della polizia cantonale argoviese. Al termine delle indagini, il MPC accusa l'imputato di aver pianificato, a partire dall'inizio del 2025 circa, un attentato terroristico in nome dell'Isis. Successivamente, il piano si sarebbe concretizzato in un progetto di attacco con coltello contro vittime selezionate casualmente. Secondo l'atto d'accusa, l'imputato avrebbe preso le misure necessarie per attuare i suoi propositi criminali: in particolare, si sarebbe procurato le istruzioni necessarie, avrebbe stabilito contatti mirati con persone che condividevano le sue idee, si sarebbe informato sulla giustificazione religiosa di un simile attentato e avrebbe ordinato su internet un coltello adatto allo scopo. Il MPC ritiene che tali atti costituiscano sia il reato di sostegno a un'organizzazione terroristica che il reato di atti preparatori punibili in vista di un assassinio.

Video di propaganda

Inoltre, secondo l'accusa, l'oggi 18enne avrebbe sostenuto l'Isis diffondendo video di propaganda sulle reti sociali ed effettuando diverse transazioni finanziarie. L'imputato, rilasciato dalla carcerazione preventiva all'inizio dello scorso dicembre, deve inoltre rispondere dinanzi al tribunale della produzione, ripetuta conservazione e possesso di rappresentazione di atti di cruda violenza. Fino alla pronuncia di una sentenza definitiva, vale la presunzione di innocenza.