
Una complessa indagine internazionale coordinata dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e da fedpol ha portato alla condanna a sette anni di carcere nel Regno Unito di un cittadino britannico, ritenuto l’autore dello sviluppo e della distribuzione di un kit per attacchi di phishing in tempo reale, utilizzato per truffare decine di clienti bancari svizzeri. Il danno economico stimato è di circa 2,4 milioni di franchi svizzeri. Le autorità elvetiche avevano aperto un’inchiesta nel luglio 2022, inizialmente contro ignoti, dopo una serie di segnalazioni provenienti da diverse procure cantonali. I casi – circa una trentina – sono stati poi centralizzati dal MPC in un unico procedimento federale. L’indagine ha rivelato una truffa di ampia portata, messa in atto tra maggio e settembre 2022 attraverso la creazione di pagine web di e-banking falsificate, pubblicizzate tra i risultati sponsorizzati nei motori di ricerca.
Truffa in tempo reale: come agiva il criminale
Il meccanismo era particolarmente insidioso. Gli utenti che cercavano l’accesso al proprio conto bancario online venivano indirizzati verso pagine di phishing molto simili a quelle ufficiali. Inserendo lì le credenziali e il codice ricevuto via SMS per l’autenticazione a due fattori, davano inconsapevolmente accesso completo ai criminali informatici. L’autore del reato poteva così registrare un proprio dispositivo per bypassare ulteriori controlli e compiere transazioni non autorizzate, senza che la vittima se ne accorgesse.
Cooperazione internazionale decisiva
Grazie al lavoro congiunto del MPC e di fedpol, è stato possibile risalire all’autore del kit di phishing, individuato nel Regno Unito. La collaborazione con Europol, Eurojust e le autorità britanniche si è rivelata determinante: poiché nel Regno Unito era già in corso un’inchiesta analoga, le autorità locali hanno assunto anche il procedimento svizzero, conducendolo in via sostitutiva. Il 23 luglio 2025, il tribunale britannico ha emesso la condanna definitiva: sette anni di reclusione. Il Ministero pubblico della Confederazione ha così potuto chiudere il proprio procedimento.
Un segnale chiaro nella lotta alla cibercriminalità
Il caso rappresenta un importante successo operativo e un segnale concreto dell’efficacia della cooperazione giudiziaria internazionale. In un contesto in cui la criminalità informatica si fa sempre più sofisticata e globale, il coordinamento tra Paesi e istituzioni risulta fondamentale per proteggere cittadini e infrastrutture digitali. Il MPC sottolinea come episodi di realtime-phishing come questo dimostrino la necessità di rimanere vigili e di investire nella sicurezza informatica, tanto sul fronte tecnico quanto su quello investigativo.

