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Politica
PEV: sì a iniziativa 'servizio civico', no a 'per il futuro'
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Ats
7 mesi fa
I delegati del Partito evangelico (PEV), riuniti oggi a Basilea, raccomandano a popolo e Cantoni di accettare l'"Iniziativa servizio civico" e di bocciare quella "per il futuro" della Gioventù socialista (GISO) che prevede un'aliquota d'imposta del 50% sulle successioni e sulle donazioni superiori a 50 milioni di franchi. I due testi saranno sottoposti a votazione il 30 novembre.

Il partito aveva partecipato alla raccolta delle firme per l'iniziativa "Per una Svizzera che si impegna (Iniziativa servizio civico)". A suo avviso, in un contesto in cui destra e sinistra continuano a contrapporre servizio militare e servizio civile, questa proposta di modifica costituzionale costituisce una vera riforma, adeguata alle sfide odierne, si legge in un comunicato del PEV diramato al termine dei lavori assembleari.

L'iniziativa Servizio Civile

L'iniziativa chiede di introdurre l'obbligo, per tutte le persone di cittadinanza svizzera, di prestare un servizio a beneficio della collettività e dell'ambiente. Questo servizio deve essere prestato sotto forma di servizio militare o di "un altro servizio di milizia equivalente riconosciuto dalla legge".

"Estrema" l'iniziativa GISO

Pur riconoscendo l'importanza del problema delle disuguaglianze, i delegati giudicano "troppo estrema" l'iniziativa della GISO. L'assemblea ha seguito la raccomandazione del 'suo' consigliere nazionale Marc Jost (BE). "La Gioventù socialista sta esagerando. Con un'aliquota fiscale del 50%, si cade in una forma di populismo e di lotta di classe. La Svizzera ha bisogno di soluzioni equilibrate e in grado di ottenere il sostegno della maggioranza", ha detto. Lo stesso Jost nel 2024 e il partito, con un'iniziativa popolare nel 2015, in passato si sono battuti per una fiscalità più equa sulle successioni di grande entità.