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Svizzera
Petizione: rispetto diritti umani da multinazionali svizzere
Redazione
14 anni fa

I promotori della petizione "Diritti senza frontiere" l'hanno consegnata oggi alla Cancelleria federale con 135'285 firme. Essa chiede che le multinazionali con sede in Svizzera siano tenute al rispetto dei diritti umani e dell'ambiente in ogni parte del globo. La campagna di raccolta firme, lanciata nel novembre scorso all'insegna di "Multinazionali al guinzaglio", è stata promossa da una cinquantina di associazioni ambientaliste, di tutela dei diritti fondamentali, di aiuto allo sviluppo e sindacali. Per contraddistinguere con un'azione simbolica la consegna al governo della petizione, sulla Piazza Federale è stato eretto un muro con i 64 cartoni contenenti le sottoscrizioni. A fianco c'era una Elvezia dagli occhi bendati, con lo scudo rossocrociato in una mano e nell'altra una bilancia della giustizia. Alle sue spalle una bilancia più grande, il cui piatto dei "diritti umani" pesava più forte di quello del "profitto". I promotori della petizione hanno ricordato che nel corso dell'attuale sessione delle Camere, diversi politici hanno fatto interventi su questioni relative ai diritti umani e alle aziende. "Chiediamo quindi che il governo elvetico difenda i diritti umani e l'ambiente non solo nei discorsi ma anche con basi legali concrete", ha spiegato Manon Schick, direttrice generale della sezione svizzera di Amnesty International. "Se non saremo presi sul serio, ritorneremo all'attacco", ha aggiunto Kaspar Schuler, capo della divisione Clima ed energia di Greenpeace svizzera. Secondo i promotori della petizione, le multinazionali con sede in Svizzera possono "fare e disfare a loro piacimento" quando operano in paesi emergenti e in via di sviluppo, senza dover rispettare le regole del loro paese, spesso a scapito del territorio e delle popolazioni locali. Filiali all'estero di Xstrata, Glencore, Syngenta, Nestlé e Holcim continuano a commettere violazioni dei diritti umani e ad arrecare gravi danni all'ambiente senza che la casa madre debba risponderne. Ad esempio, nelle provincia peruviana di Espina a fine maggio ci sono state proteste contro la zughese Xstrata, perché avrebbe appestato i fiumi con la sua miniera di rame. Due dimostranti sono stati uccisi, un'altra cinquantina di persone ferite e il sindaco che guidava la protesta è stato arrestato. Peter Niggli, direttore di Alliance Sud, ritiene che "i diritti umani devono essere rispettati ovunque. E siccome la Svizzera ospita il maggior numero al mondo di multinazionali per abitante, deve dare l'esempio" formulando regole più vincolanti anche per le aziende elvetiche che operano all'estero. L'Unione Europea ha già chiesto lo scorso autunno ai propri stati membri di sviluppare soluzioni in materia, mentre a Berna non è ancora successo nulla. ATS

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