
Il presidente peruviano Francisco Sagasti ha annunciato che, a fronte della recrudescenza in Perù della pandemia da coronavirus, il governo ha deciso di prolungare lo stato di emergenza di altri 28 giorni fino alla fine di febbraio e di introdurre una rigida quarantena per due settimane a Lima, El Callao e in altre otto zone del Paese. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Andina. Il capo dello Stato ha spiegato in un intervento tv a reti unificate che il Paese è stato diviso in quattro categorie di gravità del contagio: moderata, alta, molto alta e estrema, chiarendo che la quarantena rigida riguarda la categoria estrema di cui fanno parte le città di Lima e El Callao, la provincia di Lima, e i dipartimenti di Ancash, Pasco, Huánuco, Junín, Huancavelica, Ica e Apurímac.
La quarantena, ha sottolineato Sagasti, implica la chiusura totale dei centri commerciali, cinema, teatri e palestre, luoghi di culto, centri culturali, mentre i ristoranti potranno funzionare solo per l’asporto. La popolazione delle zone citate dovrà rimanere in casa per le due settimane previste, con l’autorizzazione ad un membro per famiglia di uscire per un’ora al giorno. Il quotidiano La Republica fornisce oggi in prima pagina una statistica riguardante i morti per Covid-19 che in dicembre sono stati in Perù 2.655, mentre in gennaio, a soli cinque giorni alla fine del mese, sono già 6.025.
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