
La votazione del 9 febbraio contro l'immigrazione di massa complica la situazione del sistema sanitario in Svizzera, ma non si tratta di una catastrofe, ha affermato oggi a Ginevra il consigliere federale Alain Berset. Il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) ha parlato alla stampa a margine dell'apertura dell'Assemblea mondiale della sanità. "La votazione del 9 febbraio complica una situazione non del tutto semplice", ha affermato. "Non riusciremo a formare tutti i medici necessari in Svizzera, bisognerebbe triplicare il numero di effettivi entro 15 o 20 anni", ha constatato. "La dipendenza dal personale formato all'estero è una vera sfida". Il consigliere federale ha messo in evidenza i bisogni legati all'aumento della popolazione, all'invecchiamento e all'aumento delle malattie croniche, senza contare che fra cinque/sette anni la metà dei medici generalisti andrà in pensione. "Non siamo pronti a diminuire la qualità né l'accesso alle cure", ha aggiunto Berset, evidenziano che "non è necessario fare del catastrofismo". Il consigliere federale ha aperto oggi a Ginevra l'Assemblea mondiale della sanità, a cui prendono parte circa 3000 delegati di 194 Stati membri dell'OMS.
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