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Svizzera
Personale curante a favore dei test obbligatori
© CdT/Gabriele Putzu
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Keystone-ats
5 anni fa
Secono l’Associazione Svizzera Infermieri i test regolari possono essere parte integrante dei concetti di protezione per salvaguardare i pazienti. Bianchi: “Un passo necessario e proporzionato”

L’Associazione Svizzera Infermieri (ASI) approva l’introduzione di test obbligatori per il personale curante non vaccinato contro il coronavirus. “Uno degli obiettivi principali della nostra professione è di tenere i pazienti fuori pericolo”, dichiara Roswitha Koch, responsabile dello sviluppo delle cure infermieristiche dell’associazione, in un’intervista diffusa oggi da La Tribune de Genève e 24 Heures. Per le istituzioni sanitarie, è dunque indispensabile mettere in atto dei concetti di protezione per salvaguardare i loro pazienti e anche il personale”, ha aggiunto. Secondo Koch, i test regolari possono essere parte integrante di questi concetti.

Le raccomandazioni dell’UFSP
L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha trasmesso mercoledì diverse proposte ai Cantoni per affrontare la rapida diffusione in Svizzera della variante Delta altamente contagiosa. Tra questi c’è uno screening obbligatorio del personale curante non vaccinato contro il Covid-19.

Bianchi: “Passo necessario”
In questo senso anche Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute, ha dichiarato ieri a Ticinonews su Teleticino che “la raccomandazione avanzata da Berna è un passo utile, necessario e proporzionato perché quanto si imporrebbe al personale curante sarebbe un intervento accettabile e sostenibile”. La situazione epidemiologica è - secondo Bianchi - “proeccupante”. “La pandemia ci ha insegnato che al momento in cui si registra un aumento dei contagi nel giro di un paio di settimane aumentano anche le ospedalizzazioni e i decessi”. A preoccupare le autorità ticinesi, però, sono soprattutto il numero dei contagi: “Nel mese di luglio chiuderemo con il triplo dei nuovi contagi rispetto al mese di giugno. Sono dati in termini assoluti molto inferiori rispetto a quelli di dicembre o gennaio ma l’anno scorso negli stessi mesi per giorni e giorni non registravamo casi”.


“No all’obbligo”

Roswitha Koch ha tuttavia ribadito la sua opposizione alla vaccinazione obbligatoria per gli operatori sanitari in Svizzera. “La legge sulle epidemie prevede una tale clausola, ma le condizioni non sono soddisfatte, in particolare per quanto riguarda la proporzionalità della misura. Se le autorità dovessero prendere una tale decisione, occorrerebbe senza dubbio un intervento da parte della giustizia”. Per quanto riguarda la decisione dell’ospedale del Giura di pagare meno il suo personale non vaccinato in caso di quarantena, secondo Koch è solo un tentativo di fare pressione sulla vaccinazione. Essa “lascerà dei segni”. Può essere interpretata “come una mancanza di rispetto verso uomini e donne che si sono molto impegnati [...] durante questa pandemia” e “può anche rafforzare le convinzioni di coloro che esitano” a farsi vaccinare, afferma Koch.

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