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Svizzera
Perseverare è diabolico: espulso dopo 10 condanne
Perseverare è diabolico: espulso dopo 10 condanne
Perseverare è diabolico: espulso dopo 10 condanne
Redazione
9 anni fa
È finita davanti al Tribunale federale la lunga vicenda giudiziaria di un 41enne truffatore e falsario portoghese

Il Tribunale federale ha posto negli scorsi giorni la parola fine sulla lunga vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un 41enne cittadino portoghese, arrivato in Svizzera nel 1986, che in 31 anni aveva collezionato 10 condanne penali per i reati più disparati e ingenti debiti.

Condannato una prima volta nell’aprile del 1997 per furto in banda, danneggiamenti e violazione di domicilio a 15 mesi di detenzione e all’espulsione dalla Svizzera per 5 anni, l’allora Servizio della popolazione del Canton Friborgo lo aveva ammonito un prima volta, informandolo del fatto che in caso di recidiva avrebbe rischiato il ritiro del permesso di domicilio.

L’uomo, tuttavia, tra il 2002 e il 2011 era stato condannato altre nove volte. Tra le varie condanne spiccano quella del 28 agosto 2002 a quattro mesi di carcere per contraffazione e messa in circolazione di monete false e quella del 17 dicembre 2009, quando era stato riconosciuto colpevole di truffa, estorsione, tentata estorsione, atti preparatori al sequestro di persona, falsità in documenti e favoreggiamento all'entrata e al soggiorno illegale in Svizzera e condannato a quattro anni e sei mesi di detenzione. A queste due condanne si sommano anche quelle collezionate per diverse infrazioni alla Legge sulla circolazione stradale e impiego di stranieri sprovvisti di permesso.

Il 20 gennaio 2014 il 41enne era stato tradotto in carcere per l’espiazione della pena comminatagli nel 2009 e nel novembre del 2015 le autorità friborghesi gli avevano ritirato il permesso di domicilio e ne avevano disposto l’espulsione dalla Svizzera. A suo carico, inoltre, risultavano precetti esecutivi per un totale di 53'686 franchi e attestati di carenza beni per 158'665 franchi.

L’uomo, liberato condizionalmente nel 2016, aveva inutilmente ricorso fino al Tribunale federale, facendo leva sui suoi stretti rapporti con il figlio, avuto dall’ex moglie brasiliana. Tuttavia anche i giudici di Mon Repos hanno ritenuto che l'espulsione rientrasse "nell’ambito di un interesse pubblico" viste le numerose condanne penali a suo carico. Il TF ha rilevato che per il ricorrente, in virtù della sua età e delle esperienze lavorative maturate in Svizzera come venditore, "non sarà un problema tornare a stabilirsi in Portogallo".

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