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Svizzera
Perequazione finanziaria, nessuno sconto per i ricchi
Redazione
12 anni fa

I cantoni "ricchi" non dovrebbero ricevere "sconti" sulla fattura per la perequazione finanziaria 2016-2019. Il Consiglio degli Stati ha infatti respinto oggi una proposta in tal senso del governo. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi. Il Consiglio federale chiede di ridurre di 134 milioni di franchi (su un totale di 1,5 miliardi) il contributo dei cantoni ricchi e di 196 milioni (su 2,3 miliardi ) quello della Confederazione. Questo adeguamento, sostiene il governo, è dovuto al fatto che la ridistribuzione ha oltrepassato gli obiettivi prefissati. Nessun cantone infatti si trova al disotto dell'85% della media svizzera delle risorse per abitante. Tra il 2012 e 2014 sono stati versati 279 milioni di troppo, stando all'esecutivo. Tuttavia la maggioranza dei "senatori" non crede che questa evoluzione sia duratura. Non ha pertanto voluto modificare "un sistema che funziona", visto che la riforma dell'imposizione delle imprese modificherà ancora il quadro generale, ha detto Urs Schwaller (PPD/FR) a nome della commissione. Alla fine la proposta governativa è stata respinta con 26 voti contro 16 e 1 astenuto. In precedenza il "senatore" Peter Bieri (PPD/ZG) aveva sottolineato come Zugo debba versare sempre di più, tirare la cinghia e sprofondare nelle cifre rosse. Per questo il "senatore" zughese aveva tentato invano di convincere i suoi colleghi a rivedere in più punti il sistema di perequazione delle risorse e la compensazione degli oneri tra Confederazione e cantoni. Ma i rappresentanti dei cantoni beneficiari non ci sono stati. Secondo Jean-René Fournier (PPD/VS), ad eccezione di Svitto e Zugo, che non approfittano pienamente del loro potenziale perché hanno imposte molto basse, gli oneri dei cantoni ricchi sono cambiati molto poco negli ultimi anni. Nello stesso tempo, lo scarto con i cantoni più poveri si è accentuato, ha aggiunto.

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