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Svizzera
Perequazione finanziaria, cantoni ricchi pagheranno di meno
Redazione
12 anni fa

Dal 2016, la Confederazione e i "cantoni ricchi" dovrebbero ridurre i loro attuali contributi ai "cantoni poveri". È quanto propone il Consiglio federale, dopo aver preso conoscenza del rapporto sull'efficacia della perequazione finanziaria 2012-2015. Non cambierà invece il sistema di calcolo che, secondo il governo, ha permesso di rafforzare l'autonomia finanziaria dei cantoni. L'obiettivo prefissato per il periodo 2012-2015, ossia di ridurre le disparità cantonali, è stato infatti ampiamente raggiunto. La riduzione prevista per il quadriennio 2016-2019 è stata resa necessaria dalla dotazione eccessiva delle risorse proprie pro capite, stabilita all'85% della media svizzera, che è stata superata nettamente anche dal cantone finanziariamente più debole (Uri, oggi all'87%), ha spiegato in una conferenza stampa a Berna la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. L'entità esatta di tale riduzione non è ancora stata definita: dovrebbe essere di -166 milioni per la Confederazione e di -113 milioni per i cantoni finanziariamente forti sulla base del periodo 2012-2014. L'ammontare esatto sarà determinato una volta pubblicate le cifre della perequazione finanziaria 2015. 3,7 miliardi a "cantoni poveri" Dall'introduzione, nel 2008, del nuovo sistema sulla perequazione finanziaria e la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i cantoni (NPC), vari miliardi sono trasferiti ogni anno per armonizzare il livello delle risorse. Quest'anno, la Confederazione deve versare 2,2 miliardi di franchi e i "cantoni ricchi" 1,5 miliardi a quelli "poveri".

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