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Perde la moglie in un incidente in India, nessun risarcimento
Perde la moglie in un incidente in India, nessun risarcimento
Perde la moglie in un incidente in India, nessun risarcimento
Redazione
7 anni fa
Il TF ha accolto il ricorso dell'agenzia, che aveva organizzato il viaggio della coppia

Un viaggiatore vittima di un gravissimo incidente stradale in India, nel quale ha perso la moglie, non riceverà alcun risarcimento per danni morali. Il Tribunale federale (TF) ha accolto il ricorso presentato dall'agenzia che aveva organizzato il viaggio contro la decisione della giustizia ginevrina di accordare un risarcimento di 30'000 franchi.

I fatti risalgono all'autunno 2009: la coppia aveva acquistato un viaggio presso un'agenzia con sede nel cantone di Ginevra per un costo di 4480 franchi a persona. Nel pacchetto dell'operatore vi erano le prenotazioni alberghiere e dei trasporti in treno e in auto, mentre erano esclusi i voli internazionali.

Dopo una visita nel Rajasthan, i viaggiatori si erano recati con un volo interno a Pun, nella parte orientale del paese: il loro aereo era atterrato con oltre due ore di ritardo. Il trasferimento dall'aeroporto all'hotel era stato gestito dal tour operator attraverso un'agenzia locale.

Durante il tragitto l'auto, guidata da un autista privato, si era scontrata con un camion. Le circostanze esatte dell'incidente non sono mai state chiarite. La moglie era morta il giorno successivo l'incidente, mentre il marito, rimpatriato in Svizzera, era stato ricoverato in ospedale per tre mesi. In seguito non era più stato in grado di tornare al lavoro fino al suo pensionamento, avvenuto nel 2012.

All'uomo erano stati versati 94.500 franchi per menomazione dell'integrità ai sensi della Legge sull'assicurazione contro gli infortuni. Il tribunale di Ginevra aveva inoltre ordinato all'operatore turistico di pagare un risarcimento di 30'000 franchi per danni morali e aveva anche riservato alla vittima il diritto di far valere il resto delle sue pretese in una seconda azione legale.

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale ha accolto il ricorso dell'agenzia e ha annullato la decisione della corte ginevrina. La responsabilità dell'operatore turistico si basa sulla Legge federale concernente i viaggi "tutto compreso", che riprende le garanzie minime imposte da una direttiva europea.

Essa prevede, in linea di principio, che l'operatore turistico sia responsabile nei confronti del proprio cliente per i danni causati da un fornitore di servizi a cui ha affidato l'esecuzione di un servizio, sottolineano i giudici di Mon Repos. Tuttavia, il viaggiatore deve dimostrare che l'operatore turistico o il suo fornitore di servizi hanno violato un obbligo contrattuale.

In mancanza di informazioni sulle circostanze dell'incidente, in particolare sul comportamento dell'automobilista, tale violazione non può essere stabilita. Un incidente stradale, per quanto grave, non costituisce di per sé una violazione contrattuale, conclude la Corte.

(Sentenza 4A_396/2018 del 29 agosto 2019)

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