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Prevenzione
Percorso casa-scuola, la nuova campagna "Fermatevi per gli scolari"
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Keystone-ats
4 anni fa
L'Associazione traffico e ambiente (ATA), Mobilità pedonale Svizzera, la Polizia, l'Associazione Docenti svizzeri (LCH) e il Fondo di sicurezza stradale FVS sottolineano che ogni anno in Svizzera sono circa 180 i bambini coinvolti in incidenti gravi, alcuni dei quali mortali.

"Fermatevi per gli scolari". È lo slogan con il quale cinque organizzazioni hanno unito le loro forze per fare in modo che i bambini possano andare a scuola in modo sicuro e indipendente. In occasione dell'imminente fine delle vacanze natalizie, la campagna nazionale "ricorda a tutti gli utenti della strada che gli allievi sono bambini che stanno ancora imparando a muoversi nel traffico e necessitano perciò di particolare attenzione", si legge in un comunicato.

180 bambini all'anno coinvolti in incidenti stradali

L'Associazione traffico e ambiente (ATA), Mobilità pedonale Svizzera, la Polizia, l'Associazione Docenti svizzeri (LCH) e il Fondo di sicurezza stradale FVS sottolineano che ogni anno in Svizzera sono circa 180 i bambini coinvolti in incidenti gravi, alcuni dei quali mortali. Nel 55% dei casi ciò è dovuto al fatto che automobilisti e ciclisti non hanno rispettato il diritto di precedenza. Nella nota si ricorda pertanto che è particolarmente importante "fermarsi in modo sistematico davanti alle strisce pedonali". Infatti spesso i ragazzi non riescono a valutare quanto sia lo spazio di arresto di un veicolo, tanto più che in inverno lo spazio di frenata è maggiore.

"Aspetta, osserva, ascolta, attraversa"

Da parte loro, gli scolari devono mostrarsi pazienti, osservare il traffico e non correre mai nell'attraversare la strada. Occorre insomma applicare la regola "aspetta, osserva, ascolta, attraversa". Nel comunicato si ricorda anche che la documentazione per genitori e bambini - presente sul sito percorso-casa-scuola.ch/regole/ - è disponibile, oltre che nelle quattro lingue nazionale, anche in inglese, spagnolo, portoghese, albanese, croato e turco. Per la prima volta, i consigli sono stati tradotti anche in ucraino.