
Perché gli estremisti islamici monitorati dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) sono ancora in Svizzera? È quanto chiede, in sostanza, un'interpellanza al Consiglio federale del consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri.
«Secondo dichiarazioni rilasciate al quotidiano Blick dal portavoce del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC), attualmente 44 persone islamiche radicalizzate e ritenute pericolose sono oggetto di monitoraggio da parte delle autorità federali. Rispondendo ad una domanda posta in Consiglio nazionale durante l’ora delle domande, il Consiglio federale ha precisato che un numero “molto ridotto”, inferiore a dieci persone, beneficia dello statuto di rifugiato», si legge nell'interpellanza.
«Appare evidente che 10 persone su 44 rappresentano una quota significativa del totale delle persone monitorate. Inoltre, anche un solo individuo radicalizzato può provocare conseguenze gravissime per la sicurezza interna, come insegna la cronaca recente», continua il testo inoltrato al Consiglio federale.
Secondo Quadri «risulta pertanto doveroso chiedersi per quali ragioni persone considerate pericolose continuino a soggiornare nel nostro Paese, e quale sia il loro statuto giuridico».
Fatte queste premesse, il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi chiede quindi al Consiglio federale:

