
Durante l’Assemblea dei delegati del Partito socialista svizzero (PSS) che ha visto l’intervento del presidente Christian Levrat a sostegno della nuova politica di opposizione socialista (vedi articolo suggerito), sono state accolte due risoluzioni presentate dai delegati ticinesi.
La prima, presentata all’assemblea da Evaristo Roncelli, chiede al PSS di impegnarsi a salvaguardare le Officine di Bellinzona. Nel testo della risoluzione si rimarca come le Officine siano un importante strumento di coesione nazionale.
Il PS ticinese sostiene che la recente votazione sul servizio pubblico ha dimostrato che la popolazione tiene a un servizio pubblico di qualità in tutte le regioni della Svizzera. La presa di posizione chiede al Consiglio federale e alle Camere federali di fare le dovute pressioni ai vertici delle FFS affinché mantengano gli impegni presi con l’Assemblea dei lavoratori, ovvero di non ridurre le commesse o il personale per un periodo di sei mesi.
"Ci opponiamo alla stategia degli impieghi delle FFS, che vuole precarizzare il lavoro pretendendo orari sempre piu flessibili (addirittura stipulando contratti temporanei) e mettendo a rischio i volumi di lavoro, che sono notevolmente diminuiti”, si legge nel testo della risoluzione.
Nel suo intervento, Roncelli ha rimarcato la necessità di dare continuità al progetto. Nel mirino l’atteggiamento delle FSS, definito passivo e temporeggiatore dalla risoluzione.
La seconda risoluzione, presentata da Gina La Mantia ha riguardato la politica di asilo della Confederazione. Il PS ticinese critica la politica attuale dell’UE e ricorda che la Svizzera è sempre stata un paese tollerante e impegnato per la pace e lo sviluppo.
La risoluzione chiede una maggior collaborazione interna ed esterna sul tema dei rifugiati, mediante cooperazioni con associazioni umanitarie e ONG. Inoltre, si chiede al PSS di battersi contro l’accordo siglato tra UE e Turchia.
Il 18 marzo scorso, lo ricordiamo, l'Unione europea e la Turchia hanno firmato un accordo di collaborazione per gestire la crisi-migranti in base a un piano d'azione comune. Ankara aveva accettato il rimpatrio sul suolo turco di tutti i nuovi migranti irregolari che avrebbero compiuto la traversata dalla Turchia alle isole greche a decorrere dal 20 marzo 2016, escludendo qualsiasi forma di espulsione collettiva. In cambio, l'Unione europea avrebbe corrisposto un contributo pari a 3 miliardi di euro.
Il PS nazionale ha accettato la risoluzione, impegnandosi quindi per una politica migratoria più giusta e aperta.
Durante l’assemblea si è inoltre dibattuto a proposito della Riforma III sull’imposizione delle imprese, che è già stato definito un pacchetto fiscale che toglie risorse alla Confederazione e mira solo a sgravare le imprese, arrecando una perdita per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni. Alcune stime parlano una perdita pari a 1.5 miliardi di franchi per Berna e 1 miliardo per i Cantoni e i Comuni. L'Assemblea si è quindi espressa conto questa riforma e a favore del referendum, in favore del quale vi sarà una raccolta firme che partirà già quest'estate.
Il presidente Levrat ha inoltre confermato la propria disponibilità a ripresentarsi per un altro mandato come presidente del PS nazionale.
Lo stesso Levrat, come riporta la Schweiz am Sonntag, ha inoltre annunciato di voler risolvere entro il 2017 il problema "fatto in casa" creato dall'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa". A dicembre 2016 il Parlamento presenterà un controprogetto all'iniziativa RASA ("Fuori dal vicolo cieco").
"Si voterà a maggio 2017. Non vi saranno contingenti ma ribadiremo il rispetto degli accordi bilaterali. Ci sarà si un controllo dell'immigrazione, ma senza contrastare i principi della libera circolazione". ha ribadito il presidente del Partito socialista svizzero.
"Grazie al supporto dei partiti di centro riusciremo a battere l'UDC", ha concluso.
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