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Corona-Leaks
Per la stampa svizzera Berset gioca “il tutto per tutto”
Keystone-ats
4 anni fa
I media svizzeri commentano le dichiarazioni rilasciate ieri da Alain Berset in merito alla vicenda delle fughe di notizie. Per alcuni il consigliere federale “è con le spalle al muro”, altri si chiedono se la “fiducia ristabilita” tra il ministro socialista e il resto del governo rimarrà tale.

Il presidente della Confederazione Alain Berset gioca il tutto per tutto: è questo il tenore del panorama della stampa svizzera dopo che il ministro dell'interno ha affermato ieri, tramite il portavoce del Consiglio federale, di non essere a conoscenza delle indiscrezioni sul coronavirus nel suo dipartimento. Con questa smentita Berset "fa dipendere la sua reputazione, la sua credibilità e probabilmente anche la sua permanenza in governo dal fatto che non si possa dimostrare che egli sia a conoscenza o addirittura complice degli atti - finora non provati e contestati", si legge nelle testate del gruppo Tamedia.

“Con le spalle al muro”

Per la "Neue Zürcher Zeitung" Berset “è con le spalle al muro". Se si scoprisse che ha mentito, sarebbe finita. Secondo il giornale, il fatto che il ministro socialista non fosse a conoscenza delle attività del suo capo delle comunicazioni di allora, Peter Lauener, non è plausibile. "La nonchalance con cui lo abbandona è quasi inquietante".

Il "Blick" critica il silenzio di Berset

Il "Blick" ha criticato la laconicità di Berset, il quale ha solo promesso di collaborare pienamente con le Commissioni della gestione (CdG) del Parlamento. "Anche quando gli è stato chiesto perché partecipasse alla conferenza stampa se non aveva intenzione di dire nulla ai giornalisti, non ha proferito parola", scrive il giornale. Nella dichiarazione rilasciata ieri dal portavoce del Consiglio federale André Simonazzi dopo la riunione del governo, si afferma che l'esecutivo continuerà a lavorare "sulla base della fiducia ristabilita. Resta da vedere se rimarrà tale", commenta il "Blick".

“Alta tensione in Consiglio federale?”

Le testate "CH Media", invece, descrivono la dichiarazione rilasciata come "nient'altro che un severo rimprovero dei suoi colleghi del Consiglio federale". Tuttavia, l'esecutivo sembra aver chiuso la questione. Secondo il "24 Heures", nonostante il linguaggio burocratese si capisce che la tensione in Consiglio federale è stata alta. Dall'atteggiamento di Berset e leggendo tra le righe delle dichiarazioni di Simonazzi si poteva capire che il ministro dell'interno doveva aver trascorso una brutta giornata. Il fatto che Simonazzi abbia detto che il Consiglio federale abbia condotto una discussione "approfondita", secondo il giornale significa che le discussioni sono durate e che il collegio non si sia limitato a bacchettare il direttore del Dipartimento dell’interno, ma lo abbia messo sulla graticola.

La vicenda

La "Schweiz am Wochenende" ha riferito circa una decina di giorni fa che l'ex capo della comunicazione di Berset, Lauener, aveva ripetutamente passato a Ringier, editore tra l'altro del "Blick", informazioni confidenziali sulle misure per contrastare il Covid previste dal Consiglio federale. Il domenicale, secondo proprie informazioni, si basa su e-mail e verbali di interrogatori a disposizione della redazione. In particolare, è stato affermato che le proposte del Dipartimento federale dell'interno (Dfi) erano state comunicate in anticipo. Un gruppo di lavoro delle CdG sta ora esaminando la questione.

 

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