Per il passaporto vaccinale si guarda all’Europa
A dichiararlo è stato il consigliere federale Alain Berset nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’aeroporto di Zurigo
Redazione
Per il passaporto vaccinale si guarda all’Europa

“Per quanto riguarda il passaporto vaccinale stiamo osservando ciò che accade a livello europeo”. A dirlo è il capo del Dipartimento federale dell’interno Alain Berset durante la conferenza stampa all’Aeroporto di Kloten che chiude la visita del consigliere federale nel Canton Zurigo.

Berset ha commentato anche l’ottima struttura di contact tracing messa in piedi dal Cantone e ha spiegato che il Consiglio federale è molto impegnato sul potenziamento dei test, così come è attento allo sviluppo di test fai da te affidabili.

Per il capitolo vaccini, il consigliere federale ha rinnovato la stima delle tempistiche proposta dell’Ufficio federale della sanità pubblica: “L’obiettivo rimane vaccinare tutti coloro che lo vogliono entro l’estate”, ha detto. Questo, ha aggiunto poi, sarà possibile se ci saranno le dosi sufficienti e se le strutture messe in campo dei cantoni funzioneranno a dovere.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche la consigliera di Stato zurighese e capa della sanità Natalie Rickli, che ha regalato a Berset una mascherina con i colori cantonali, bianco e blu. L’ex consigliera nazionale UDC ha criticato il sistema di distribuzione dei vaccini del Consiglio federale. A suo avviso, esso infatti favorisce i Cantoni più piccoli, che in alcuni casi potranno già a breve iniziare a somministrare le dosi agli over 65. Zurigo invece dovrà aspettare probabilmente fino ad aprile prima che tutte le persone dai 75 anni in su siano state immunizzate. “Non si va mai abbastanza veloce”, ha replicato Berset. Il titolare del Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha ribadito comunque che l’obiettivo resta quello di fare il possibile per vaccinare entro l’estate chiunque lo desideri: “Nulla è cambiato in tal senso”.

Nel corso del pomeriggio, Berset ha visitato l’aeroporto di Zurigo, dove è stato informato sulla gestione del traffico passeggeri in tempi di pandemia. Il friburghese ha inoltre osservato il sistema di tracciamento dei contatti cantonale, che impiega circa 800 persone fra cui dipendenti di Swiss in lavoro ridotto.

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